La Nasa seleziona Prima per esplorare l’universo nel lontano infrarosso
La Nasa ha approvato la missione Prima, che osserverà l’universo nel lontano infrarosso.
La Nasa ha selezionato la missione Prima nell’ambito del programma Explorers, aprendo la strada a una nuova era di esplorazione cosmica. La missione, che passerà in fase B, avrà un budget fino a 1,2 miliardi di dollari e sarà lanciata nel 2033. Dotata di un telescopio da 1,8 metri, Prima osserverà l’universo nel lontano infrarosso, un’area dello spettro elettromagnetico poco esplorata. Questa scelta segna un passo avanti per la comprensione della formazione e dell’evoluzione dei pianeti, delle stelle e dei buchi neri supermassicci.
Un passo verso l’universo oscurato
La missione Prima, come sottolinea Carlotta Gruppioni, co-investigator del team scientifico, aprirà una finestra sull’universo oscurato dalle polveri. «Prima aiuterà a capire come si sono formati e sono evoluti i pianeti, le stelle e i buchi neri supermassicci al centro delle galassie», spiega. L’obiettivo è analizzare l’energia radiante emessa nel lontano infrarosso, un’area dello spettro elettromagnetico che permette di osservare fenomeni invisibili ad altri strumenti. Questo approccio permetterà di colmare il divario tra i telescopi esistenti, come il James Webb Space Telescope, e i radiotelescopi.
Un progetto internazionale
Prima è un progetto internazionale che coinvolge partner come il Cnes (Francia), l’Asi (Italia), la Dlr (Germania), la Csa (Canada), il Kasi (Corea del Sud), la Jaxa (Giappone) e l’Agenzia spaziale del Regno Unito. La missione sarà gestita dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa, con il supporto di istituti come il Goddard Space Flight Center e il Marshall Space Flight Center. «Con i nostri telescopi spaziali Webb e Roman abbiamo stabilito un ritmo che prevede il lancio di missioni di prim’ordine in entrambe le metà del decennio», afferma Shawn Domagal-Goldman, direttore della Astrophysics Division.
La missione dovrà superare una confirmation review, una revisione basata sui risultati tecnici, programmatici e di costo, per determinare la sua idoneità a passare in fase C. Se confermata, il budget potrebbe arrivare fino a 1,2 miliardi di dollari, esclusi i costi di lancio. Il lancio è previsto per il 2033, con una durata di cinque anni. Una singola missione, da sola, non può sondare tutti i misteri dell’universo, dice Nicky Fox, amministratrice associata dello Science Mission Directorate. Estendendo con Prima le capacità osservative della nostra flotta alle lunghezze d’onda del lontano infrarosso, rendiamo possibile uno sguardo incredibilmente completo sul cosmo.
La missione Prima rappresenta un’importante novità per la scienza spaziale, con un focus su una banda dello spettro elettromagnetico poco esplorata. Grazie alla collaborazione internazionale e al supporto della Nasa, la missione potrebbe aprire nuove prospettive per comprendere l’origine degli esopianeti, l’evoluzione delle galassie e il modo in cui l’acqua è arrivata sulla Terra. La scelta di Prima segna un passo avanti verso una maggiore comprensione del cosmo e delle sue misteriose dinamiche.
