Trump annuncia sospensione bombardamenti su Iran, petrolio in calo

Trump annuncia sospensione bombardamenti su Iran, petrolio in calo

Presidente Usa annuncia sospensione attacchi su Iran, tensioni nel Medio Oriente, calo prezzi petrolio
Presidente Usa annuncia sospensione attacchi su Iran, tensioni nel Medio Oriente, calo prezzi petrolio

Donald Trump ha annunciato la sospensione dei bombardamenti americani su Iran e la ripresa delle negoziazioni con Teheran, portando a una forte caduta dei prezzi del petrolio. L’annuncio, fatto durante un volo in compagnia del presidente, ha immediatamente influenzato i mercati, con il prezzo del barile di Brent a Parigi che ha perso il 6,64% a 83,51 dollari. La decisione arriva a pochi giorni dalle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, un momento cruciale per la politica estera del presidente. La sospensione dei bombardamenti è stata condizionata alla conclusione rapida di un accordo con l’Iran, soprattutto sul controllo del canale di Ormuz, un punto strategico per il commercio globale di petrolio.

Trump: “Nessun passaggio verso l’Iran senza accordo o capitulazione totale”

Il presidente ha ribadito che il blocco navale contro l’Iran non sarà tolto se non ci sarà un “accordo” o una “capitulazione totale”. Questa posizione ha suscitato reazioni da parte di Teheran, che ha definito la richiesta di Trump come un “nuovo falso”. Inoltre, il presidente ha affermato che la richiesta di sospensione dei bombardamenti proviene da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Iran stesso, ma l’Iran ha negato questa affermazione. La sospensione dei bombardamenti è avvenuta a seguito di pressioni da parte di Paesi regionali che ritengono esistere un accordo. Il sultano omanese aveva aperto un’alternativa nel canale di Ormuz, causando tensioni con Teheran, che ha visto questa mossa come un attacco alla sua sovranità.

Iran: “Non negoziamo con gli Stati Uniti, ma con Oman”

La risposta dell’Iran è arrivata durante un briefing della diplomazia iraniana, dove il portavoce Esmaïl Baghaï ha affermato che l’Iran non negozia con gli Stati Uniti, ma con Oman per garantire un passaggio nel canale di Ormuz. L’Iran ha anche sottolineato che non permette a nessuno di passare verso di lui finché non ci sarà un accordo o una capitulazione totale. La diplomazia iraniana ha chiarito che le negoziazioni sono in corso con Oman, non con gli Stati Uniti. L’Iran, che non vuole un ritorno alla situazione pre-guerra, ha espresso la sua volontà di trovare una soluzione che rispetti i diritti sovrani e la sua sicurezza nazionale.

La situazione nel canale di Ormuz rimane tesa, con un’esplosione vicino a un petroliere segnalata la notte scorsa dall’UKMTO. Le ostilità, iniziate a fine febbraio con un attacco israelo-americano su Teheran, si sono interrotte a aprile, ma sono riprese a luglio. La guerra si è estesa anche nel Golfo Arabico, dove i ribelli Yemeniti Houthi, supportati dall’Iran, hanno imposto un blocco ai porti sauditi e hanno rivendicato attacchi contro infrastrutture petrolifere. La tensione nel Medio Oriente continua a influenzare i mercati globali, con il petrolio che rimane un indicatore chiave della stabilità geopolitica.