Tajani: «La Spagna è isolata, la UE approva il modello Albania»
Tajani critica la strategia spagnola sui migranti e difende il modello Albania approvato dalla Ue.

La strategia italiana sui migranti si allinea con la UE
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso netta critica nei confronti della strategia del governo spagnolo, sostenendo che la Spagna è isolata e che la sua politica sui migranti non risponde alle esigenze comuni dell’Unione Europea. Tajani ha sottolineato come il modello Albania, approvato dalla UE, rappresenti una soluzione concreta e equilibrata per gestire l’immigrazione. L’Italia, insieme alla Danimarca, ha chiesto l’attivazione del Patto d’immigrazione e asilo, con l’obiettivo di creare nuovi centri di rimpatri in Africa e nei Paesi di transito. La strategia italiana, a detta di Tajani, è condivisa da quasi tutti i Paesi membri, a differenza della posizione spagnola, che ha scelto una via diversa.
La politica di Sanchez non tiene conto delle capacità dell’Europa di accogliere tutti
Tajani ha espresso forte disapprovazione per la politica del governo spagnolo, guidato da Pedro Sánchez, che propone la regolarizzazione e la cittadinanza per tutti i migranti. Secondo il ministro, questa strategia è sbagliata e non tiene conto delle capacità dell’Europa di accogliere indiscriminatamente tutti. «Non si può pretendere che l’Europa accetti tutti, senza discernimento», ha sottolineato Tajani. Inoltre, ha criticato il livello di propaganda contraria che si sta diffondendo in Italia, affermando che si tratta di una manipolazione ideologica che non serve a niente, ma solo a fare demagogia. «Non si può fare passare l’Italia per il massimo della crudeltà e del razzismo», ha aggiunto, sottolineando che l’Italia ha investito in politiche di cooperazione e di crescita nei Paesi africani.
La difesa degli hub africani e la posizione della Commissione Europea
Tajani ha difeso gli hub africani, come quelli in Albania, che sono stati approvati dalla Commissione Europea. Secondo il ministro, questi centri rappresentano una soluzione concreta per gestire l’immigrazione, riducendo il rischio di morti in mare e garantendo un approccio equilibrato. «Non si può negare che i migranti siano attratti da vane promesse di accoglienza universale», ha osservato Tajani, sottolineando che la cultura del «grande abbraccio» non è compatibile con la realtà. L’Italia, a suo parere, ha dimostrato di saper gestire l’immigrazione in modo rigoroso e moderato, senza abbandonare i valori umanitari. La sinistra non vuole convergere mai e non è disponibile al dialogo
Tajani ha riconosciuto la forte opposizione del centrosinistra italiano contro gli hub africani, ma ha sottolineato che è ora di superare le polemiche e di trovare un dialogo. «La sinistra non vuole convergere mai e non è disponibile al dialogo», ha affermato. Inoltre, Tajani ha esteso la sua analisi al tema della guerra in Iran, sottolineando l’importanza di raggiungere un accordo di pace e di riaprire lo stretto di Hormuz. «La crisi energetica si aggrava se non si raggiunge una tregua duratura», ha concluso, sottolineando il ruolo cruciale dell’Italia come «Capitale della pace».
La strategia italiana, a detta di Tajani, si basa su un approccio equilibrato e concreto, che mira a ridurre i flussi migratori attraverso la creazione di hub africani, approvati dalla UE. L’Italia, insieme alla Danimarca, ha chiesto l’attivazione del Patto d’immigrazione e asilo, con l’obiettivo di creare nuovi centri di rimpatri in Africa e nei Paesi di transito. La politica di Sanchez, invece, ha scelto una via diversa, che Tajani ritiene incoerente con le esigenze dell’Unione Europea. La Spagna, a suo parere, è isolata e non condivide la strategia italiana, che è supportata da quasi tutti i Paesi membri. La difesa degli hub africani, come quelli in Albania, è una soluzione concreta e equilibrata, che Tajani ritiene necessaria per gestire l’immigrazione in modo efficace. L’Italia, a suo parere, ha dimostrato di saper gestire l’immigrazione in modo rigoroso e moderato, senza abbandonare i valori umanitari. La sinistra, invece, non è disponibile al dialogo e non vuole convergere mai. La crisi energetica si aggrava se non si raggiunge una tregua duratura, e l’Italia ha un ruolo cruciale come «Capitale della pace».
