San Francesco, un simbolo di pace e identità italiana

Celebrazione del 800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, con interventi di Mattarella e Meloni a Assisi.

Il 4 ottobre 2026, a Assisi, si è svolta la celebrazione del 800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato alle cerimonie, sottolineando l’importanza del Santo come simbolo di pace, semplicità e rispetto per il creato. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha definito San Francesco “il più italiano dei nostri santi”, ricordando il suo ruolo nella formazione dell’identità nazionale.

Un insegnamento universale per il mondo contemporaneo

Mattarella ha sottolineato come l’insegnamento di San Francesco sia patrimonio universale, non solo per i credenti, ma anche per chi non si definisce religioso. “La sua personalità, così umile e vigorosa, ha operato conversioni, suscitato attenzione e affetto, ispirato artisti e poeti, comunità e continua a esercitare un forte ascendente su milioni di persone”, ha detto il capo dello Stato. L’uomo di Assisi, con il suo “Cantico delle Creature”, ha contribuito alla nascita della letteratura in volgare e ha aperto la strada a nuove forme di solidarietà e relazioni umane.

La pace non è un’astrazione, ma un’azione concreta

Il presidente ha ricordato come San Francesco, durante la quinta crociata, abbia rischiato la vita per incontrare il sultano al-Malik al-Kamil, cercando di promuovere la pace e la fratellanza. “Francesco riconobbe nel temibile interlocutore un uomo, un figlio di Dio e, dunque, un fratello”, ha sottolineato Mattarella. L’episodio, avvenuto nel 1219, rappresenta un esempio di dialogo e rispetto in un contesto di conflitto, un modello che oggi è più che mai necessario.

Un simbolo di identità e unità nazionale

La presidente Meloni ha sottolineato come San Francesco abbia “forgiato l’identità di un intero popolo”, unico simbolo che unisce l’Italia. “Oggi celebriamo il nostro Patrono, San Francesco, ‘il più amabile, il più poetico e il più italiano de’ nostri santi’”, ha detto. La figura del Santo è vista come un’icona della cultura, della spiritualità e della convivenza civile, un ponte tra passato e presente. La Città di Campobasso ha partecipato alle celebrazioni a Assisi, unendo la comunità a un evento che celebra non solo un santo, ma anche un’identità. Il corteo dei Gonfaloni ha attraversato le vie della città fino alla Basilica Superiore di San Francesco, dove si sono svolte le celebrazioni solenni, officiate dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. La figura di San Francesco, con la sua povertà evangelica e la sua dedizione al servizio degli altri, continua a ispirare. “Ricordare, oggi, l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali anch’essi della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del Creato, la pace”, ha concluso Mattarella, ricordando come il Santo abbia sempre visto nel nemico un uomo, un fratello.