Salvini ha smarrito il Nord, l’ex leghista: “Roma ladrona” ha inglobato la Lega
Ex leghista critica Salvini e Fontana: il Nord è stato abbandonato, Roma ha inglobato la Lega.

Un ex leghista storico di Como, Luciano Grammatica, ha espresso una critica forte e diretta nei confronti del leader della Lega Matteo Salvini e del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, accusandoli di aver abbandonato il Nord e di aver permesso che la Lega venga inglobata nel sistema romano. La critica arriva a un mese dal classico appuntamento di Pontida, un evento tradizionale per il partito, in un momento in cui la Lega vive una fase di turbolenze interne e di percentuali ai minimi storici. Grammatica, ex consigliere comunale a Como e ex responsabile organizzativo del Partito Popolare del Nord, sostiene che la questione settentrionale è stata volontariamente affossata da politici che hanno privilegiato interessi personali e ambizioni di potere.
La Lega ha perso il Nord, Roma ha inglobato la sua identità
La Lega ha perso il Nord, Roma ha inglobato la sua identità. Grammatica ricorda come il giornale della Lega Lombarda si chiamasse “Lombardia Autonomista”, un simbolo che rappresentava l’identità e le aspirazioni del Nord. Oggi, a suo parere, il partito si è allontanato da quelle radici e ha abbandonato il tema dell’autonomia, che è sempre più attuale. Il residuo fiscale della Lombardia, che supera i 60 miliardi di euro, potrebbe essere un’arma per rilanciare il Nord, ma non è più al centro dell’agenda politica. Al suo posto, si parla solo di spartizione di potere e di interessi personali, a scapito della causa settentrionale.
Un teatrino politico senza credibilità
Un teatrino politico senza credibilità. Grammatica accusa quei politici che hanno sostenuto la chiusura della Lega Nord e la nascita della Salvini Premier, solo per interesse personale. Secondo lui, questa politica ha portato alla completa assimilazione della Lega nel sistema romano, con il rischio di perdere l’identità e la forza del Nord. Il tema di Roma ladrona, che era un slogan forte negli anni ’90, oggi è diventato un simbolo di una realtà in cui la Lega è stata inglobata. La credibilità di questi politici, che vogliono tornare alle origini, è oggi ridotta a zero, a causa delle scelte fatte in passato.
La richiesta di Fontana a Salvini di tornare a occuparsi delle questioni del Nord è vista come un segnale di cambiamento, ma Grammatica sostiene che non basta. Per lui, la soluzione è l’autonomia della Lombardia, con un governo che agisca senza compromessi e che non sia legato ai lacci del potere. La gente del Nord, a suo parere, deve capire che l’unica strada è quella dell’autonomia, e che servono politici onesti che portino avanti questo ideale. Salvini, a suo avviso, ha smarrito il Nord, forse non l’ha mai ricercato, e con lui lo hanno smarrito quei dirigenti che oggi lo contestano, ma che ieri si guardavano bene dal contraddirlo.
La Lega, in questo momento, vive una fase di crisi interna, con fronde che si contendono il potere e con un’immagine che si allontana sempre di più dal Nord. Grammatica, con la sua voce di ex leghista, ricorda le radici del partito e le sue origini, ma anche le scelte che hanno portato a una perdita di identità. La questione settentrionale, oggi più attuale che mai, non è più al centro del dibattito politico, e questo rappresenta un danno per il Nord e per la Lega stessa.
