Quando un prodotto non funziona: come e quando puoi restituirlo
Il consumatore ha diritti legali per prodotti difettosi, con termini precisi e strumenti per far valere la garanzia.
Se hai acquistato un prodotto che non funziona, hai diritti legali che ti permettono di far valere la garanzia. Secondo il diritto italiano, il consumatore ha due anni di tutela contro i difetti di conformità, con strumenti che il venditore è tenuto a rispettare. Il termine per denunciare un difetto è di due mesi dalla sua scoperta, ma la garanzia si estende per 24 mesi dalla consegna del bene. Il responsabile della garanzia è il venditore, non il produttore, e il consumatore deve rivolgersi a chi ha acquistato il prodotto, non all’azienda che lo ha fabbricato.
La garanzia legale di conformità: cosa significa
La garanzia legale di conformità è un diritto minimo inderogabile previsto dalla legge, che si applica automaticamente a qualsiasi acquisto di beni da parte di un consumatore presso un venditore professionale. Questa garanzia dura due anni dalla consegna del bene e copre il difetto di conformità, cioè qualsiasi situazione in cui il prodotto non corrisponde a quanto pattuito nel contratto o a quanto il consumatore si aspettava ragionevolmente. Un telefono che smette di ricevere aggiornamenti software dopo sei mesi, quando il venditore aveva dichiarato che li avrebbe ricevuti per tre anni, è difettoso per mancanza di conformità.
Il difetto di conformità si verifica quando il prodotto non corrisponde a quanto pattuito nel contratto o a quanto il consumatore si aspettava ragionevolmente. Un divano consegnato in colore diverso da quello ordinato o un computer che non ha la capacità di archiviazione indicata nella scheda tecnica sono esempi di difetti di conformità. Il venditore è responsabile della garanzia legale, e il consumatore deve rivolgersi a chi ha acquistato il prodotto, non all’azienda che lo ha fabbricato.
Le opzioni del consumatore: riparazione, sostituzione, riduzione del prezzo o rimborso
Quando emerge un difetto di conformità, il consumatore ha a disposizione quattro rimedi, organizzati in una gerarchia precisa che il venditore deve rispettare. La prima scelta è la riparazione o la sostituzione del bene difettoso. Il venditore può rifiutare il rimedio scelto solo se è oggettivamente impossibile o se comporta costi sproporzionati rispetto all’alternativa, ma deve offrire l’alternativa. La riparazione o sostituzione deve avvenire entro un termine ragionevole, senza spese per il consumatore.
Se la riparazione o sostituzione è impossibile, il consumatore può chiedere la riduzione proporzionale del prezzo o la restituzione del prodotto con rimborso del prezzo. Il termine per denunciare un difetto è di due mesi dalla sua scoperta, ma la garanzia si estende per 24 mesi dalla consegna del bene. Se il difetto emerge dopo i primi 12 mesi, il consumatore deve dimostrare che il difetto era preesistente alla consegna. Questa distinzione ha conseguenze pratiche enormi: un difetto che emerge al 13° mese dall’acquisto è molto più difficile da far valere rispetto allo stesso difetto emerso al 11° mese. Il venditore che dice “non è colpa mia” o “rivolgiti al produttore” sta sbagliando: la garanzia legale è un diritto verso il venditore, non verso il produttore. E per importi modesti, il Giudice di Pace è accessibile anche senza avvocato.
