Il nuovo stadio di Roma potrebbe trasformare i conti: ricavi strutturali e regole UEFA
Il nuovo stadio di Roma potrebbe migliorare i conti del club grazie a ricavi strutturali e regole UEFA.
La Roma, in un momento cruciale della sua storia finanziaria, si trova a dover affrontare le regole della UEFA e il peso del passato. Il club, ancora vincolato al settlement agreement del 2022, deve rientrare entro il 2026/27 nei margini finanziari stabiliti, considerando i ricavi e i costi corretti. L’obiettivo è rientrare nella deviazione consentita dal regolamento, un traguardo che potrebbe essere reso più accessibile grazie al nuovo stadio di Pietralata. I numeri del Piano Economico-Finanziario (PEF) mostrano un modello diverso da quello attuale, con previsioni di ricavi che potrebbero raggiungere circa 154 milioni di euro nel 2031.
Le regole UEFA e il 70% dei ricavi
Le regole UEFA stabiliscono che i costi della rosa – stipendi, ammortamenti dei cartellini e altre spese collegate ai calciatori – non possano superare il 70% dei ricavi rilevanti. Questo parametro è cruciale per comprendere il ruolo del nuovo stadio. I ricavi considerati includono voci come biglietteria, sponsorizzazioni, pubblicità e attività commerciali. La differenza tra un club che ha un stadio di proprietà e uno che non lo ha è sostanziale: il primo può sostenere una squadra costosa senza dipendere continuamente dalle plusvalenze. Il vantaggio principale del nuovo stadio non è solo l’aumento dei ricavi, ma la loro prevedibilità e ricorrenza. Con un modello di fatturato strutturale, la Roma potrebbe programmare stipendi e investimenti sportivi su basi più solide, anziché inseguire ogni giugno la plusvalenza necessaria a sistemare i conti.
Il potenziale del nuovo stadio
Il nuovo stadio di Roma, se costruito e gestito in modo efficiente, potrebbe diventare una fonte di ricavi strutturali molto importante. Secondo il PEF, nel 2031 i ricavi dovrebbero raggiungere circa 154 milioni di euro, con un contributo significativo da parte dell’hospitality e della biglietteria. I numeri mostrano che quasi 120 milioni di euro potrebbero provenire dal pubblico e dalle aree premium, con ulteriori entrate da sponsorizzazioni, naming rights e attività commerciali.
Il confronto con l’Olimpico aiuta a capire la scala del salto. La Roma ha già dimostrato di saper sfruttare molto bene uno stadio che non controlla direttamente, con ricavi legati al matchday che hanno raggiunto circa 55,4 milioni di euro nel 2023/24. Tuttavia, all’Olimpico il club non può controllare e monetizzare tutte le attività che un impianto moderno di proprietà mette a disposizione. A Pietralata, invece, non si venderebbe soltanto un posto per novanta minuti, ma si potrebbe sfruttare un’infrastruttura pensata per produrre fatturato durante tutto l’anno.
Non si tratta solo di aumentare i ricavi, ma di renderli ricorrenti e prevedibili. Questo modello permetterebbe alla Roma di finanziare una parte crescente della propria forza sportiva attraverso ricavi prodotti ogni anno dalla propria infrastruttura, senza dover dipendere continuamente dalle plusvalenze. Il verdetto UEFA dei prossimi mesi riguarda il presente, ma Pietralata potrebbe essere lo strumento con cui la Roma prova finalmente a uscire in maniera strutturale dalla rincorsa finanziaria alle grandi d’Europa. Se il progetto economico manterrà le promesse, il nuovo stadio potrebbe rappresentare un cambiamento radicale per la società, permettendole di finanziare una parte crescente della propria forza sportiva attraverso ricavi prodotti ogni anno dalla propria infrastruttura.
