Nuovo processo per Impagnatiello, Cassazione riconosce la premeditazione
Cassazione riconosce premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano, nuovo processo per Impagnatiello.

Un nuovo processo è in arrivo per Alessandro Impagnatiello, l’ex barman accusato dell’omicidio di Giulia Tramontano, avvenuto nel maggio 2023 a Senago, nel Milanese. La Cassazione ha accolto la richiesta della Procura generale meneghina e ha disposto un nuovo procedimento per riconoscere l’aggravante della premeditazione, un elemento che era caduto nel processo di secondo grado. L’omicidio, avvenuto con 37 coltellate, ha visto la vittima al settimo mese di gravidanza, un episodio che ha suscitato forte indignazione e attenzione pubblica.
Premeditazione e piano di uccisione
Secondo l’impianto accusatorio, Impagnatiello aveva pianificato il delitto per almeno sei mesi, somministrando alla compagna il veleno per topi a sua insaputa e iniziando ricerche online a partire dal dicembre 2022. L’obiettivo, secondo le accuse, era provocare un aborto spontaneo per eliminare il figlio che Giulia aspettava, considerato da lui come un “problema” per la sua carriera e la sua vita. L’azione, però, è stata definita come un “eliminazione lucidamente pianificata” della compagna e del bambino che portava in grembo.
La decisione della Cassazione ha ribaltato la sentenza di primo grado, in cui era stata respinta la premeditazione. I giudici di secondo grado avevano ritenuto che non vi fossero prove sufficienti per retrodatare il proposito di uccidere Giulia rispetto al giorno in cui l’ha accoltellata. La Cassazione, però, ha riconosciuto che l’agguato era “organizzato e premeditato”, con elementi come l’arma scelta e la rimozione del tappeto che indicavano un piano ben definito.
La richiesta della Procura e la reazione dei familiari
La Procura generale meneghina, rappresentata dal pg Elisabetta Ceniccola, ha sottolineato che la Corte d’Assise d’Appello di Milano aveva “svilito” il concetto dell’agguato, non valorizzando gli elementi che avevano portato al riconoscimento della premeditazione nella sentenza di primo grado. Secondo la Procura, tra il progetto dell’omicidio e il compimento dell’azione c’è stato tutto il tempo per riflettere e valutare l’azione da compiere. L’imputato, inoltre, è arrivato alla conclusione di quella che sarebbe stata la propria azione omicidiaria.
La Cassazione ha accolto la richiesta della Procura generale meneghina, riconoscendo la premeditazione nell’omicidio di Giulia Tramontano. La decisione è stata accolta con soddisfazione dai familiari della vittima. L’avvocato Nicodemo Gentile, legale di Franco Tramontano, padre di Giulia, ha commentato che “una decisione che dal punto di vista tecnico va accolta con favore perché l’imputato è un uomo privo di empatia, caratterizzato da un evidente gelo interiore”. La famiglia spera che il nuovo processo possa portare a una giustizia piena e a un riconoscimento della gravità dell’atto commesso.
Il processo bis si celebrerà a Milano davanti a una sezione diversa della Cassazione, e riguarderà solo il riconoscimento dell’aggravante della premeditazione. I giudici hanno inoltre rigettato la richiesta avanzata dai difensori dell’imputato di escludere il riconoscimento dell’aggravante della crudeltà. L’imputato, attualmente detenuto nel carcere di Pavia, è già stato condannato all’ergastolo nei primi due gradi di giudizio.
