Mobilità sostenibile in Italia: il 34% degli spostamenti in forme green, ma si ferma al 2000
Mobilità sostenibile in Italia: il 34% degli spostamenti in forme green, ma si ferma al 2000.
La mobilità sostenibile in Italia si ferma al 2000
L’Italia continua a privilegiare l’auto anche per spostamenti brevi, con il 60% degli spostamenti complessivi effettuati in automobile, mentre il trasporto pubblico rimane sotto il 10%. Secondo l’Osservatorio Audimob di Isfort, l’indice di mobilità sostenibile – che include spostamenti a piedi, con biciclette o monopattini e con mezzi pubblici – si attesta al 34%, un dato che non ha registrato alcun miglioramento dal 2000. Questo significa che circa un terzo degli spostamenti degli italiani avviene con forme di mobilità considerate più sostenibili rispetto all’auto privata. Nonostante l’incremento dell’offerta di biciclette e monopattini, la quota di spostamenti sostenibili non ha registrato alcun progresso significativo negli ultimi 25 anni.
Un terzo degli spostamenti in forma sostenibile
L’Indice di mobilità sostenibile (Ims) misura la quota di spostamenti effettuati con mezzi ritenuti più sostenibili rispetto all’auto. Nel 2025, il dato si mantiene stabile al 34%, confermando un quadro di stagnazione. Nonostante l’attenzione crescente alla qualità dell’aria nelle città, la quota di spostamenti sostenibili non ha registrato alcun miglioramento. Questo dato preoccupa, soprattutto se si considera che il 38,2% degli intervistati dichiara di voler utilizzare di più la bicicletta. La mobilità sostenibile, pur essendo una priorità per molti, non si traduce in comportamenti concreti.
Nel 2025, sono stati intervistati complessivamente 16.557 individui, che rappresentano un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 14 e gli 84 anni. L’Osservatorio Audimob si basa su un’indagine campionaria annuale che analizza la mobilità della popolazione, con interviste telefoniche e via computer. Questo approccio permette di coprire diverse fasce di popolazione e aree geografiche. I dati raccolti servono a comprendere le tendenze e le intenzioni di mobilità degli italiani, nonché a valutare il potenziale reale della mobilità sostenibile.
Un altro elemento chiave dello studio riguarda la struttura degli spostamenti quotidiani, cruciale per valutare il potenziale reale della mobilità sostenibile. Secondo l’Osservatorio Audimob, oltre l’80% dei viaggi effettuati dagli italiani si svolge entro un raggio di 10 chilometri e l’85% ha una durata inferiore ai 30 minuti. Si tratta quindi, nella grande maggioranza dei casi, di tragitti corti o medi, spesso compatibili – almeno in teoria – con l’uso di bici, monopattini o del trasporto pubblico locale. Nonostante questo, nel 2025 ben il 27,3% degli spostamenti fino a 2 chilometri è stato comunque effettuato in automobile. In pratica, più di un quarto dei percorsi davvero brevi – che sarebbero potenzialmente percorribili a piedi o in bicicletta – continua a essere coperto con l’auto privata.
La propensione al cambiamento è un aspetto rilevante, ma non sempre tradotto in azioni concrete. Per quanto riguarda l’automobile, il 23,8% del campione ha dichiarato di voler ridurre l’uso del mezzo, contro il 12,9% che invece vorrebbe aumentarlo. Il saldo tra chi vuole diminuire e chi vuole incrementare l’utilizzo del mezzo privato è quindi potenzialmente favorevole a una maggiore sostenibilità. Ancora più netta la tendenza sul trasporto pubblico: il 36,3% degli intervistati vorrebbe usarlo di più, mentre solo il 9% dichiara l’intenzione di ridurne l’impiego. Un dato che, se tradotto in comportamenti reali, potrebbe avere un impatto significativo su traffico, emissioni e congestionamento delle aree urbane. La bicicletta, in quanto strumento di micromobilità, rappresenta un’alternativa promettente per ridurre l’uso dell’auto su percorsi brevi.
