L’Italia deve investire 6 miliardi all’anno per salvare le reti idriche e affrontare la crisi climatica

L’Italia dovrà investire 6 miliardi all’anno per salvaguardare le reti idriche e affrontare la crisi climatica, con un piano di interconnessione e nuove infrastrutture.

Reti idriche in emergenza, investimenti per 6 miliardi all'anno per salvaguardare le infrastrutture
Reti idriche in emergenza, investimenti per 6 miliardi all’anno per salvaguardare le infrastrutture

L’Italia dovrà investire circa 6 miliardi di euro all’anno per salvaguardare le reti idriche e affrontare la crisi climatica, un tema che si sta rivelando sempre più cruciale per la stabilità del Paese. La siccità, i cambiamenti climatici e la crescente domanda di acqua hanno reso necessario un piano di intervento strutturale, che include nuove infrastrutture, maggiore resilienza e una gestione più integrata delle risorse idriche. L’emergenza si fa sentire soprattutto in regioni come il Piemonte orientale, dove le precipitazioni sono calate del 60% nei primi mesi dell’anno, mettendo a rischio la disponibilità di acqua per milioni di persone.

Investimenti necessari per la resilienza idrica

Secondo i dati forniti da Daniele Barbone, presidente di Acqua Novara VCO, il fabbisogno di investimento per rendere le reti idriche più resilienti è stimato in circa 6 miliardi di euro all’anno. Una cifra che, a detta dei gestori del servizio, difficilmente potrà essere sostenuta solo attraverso il meccanismo tariffario attuale. L’interconnessione degli acquedotti rappresenta un elemento strategico per ridurre la dipendenza da singoli sistemi e limitare l’uso di soluzioni emergenziali come il trasporto tramite autobotti.

La riduzione delle dispersioni idriche è uno degli strumenti più efficaci per affrontare la scarsità della risorsa.

La strategia di lungo periodo prevede l’implementazione di nuove infrastrutture, una maggiore integrazione delle fonti e una pianificazione coerente con un clima sempre più instabile. Tra il 2024 e il 2036, Acqua Novara VCO ha già definito un piano di investimenti per 565 milioni di euro, con circa la metà delle risorse destinate al sistema degli acquedotti. In particolare, sono previsti 280 milioni di euro per aumentare la resilienza della rete e garantire maggiore continuità nell’approvvigionamento.

Impatto economico della siccità

La siccità del 2022 ha prodotto nell’Unione europea perdite economiche complessive per circa 13 miliardi di euro, considerando gli impatti su agricoltura, gestione dell’acqua, turismo e produzione energetica. In Italia, le associazioni agricole hanno stimato danni compresi tra 1 e 2 miliardi di euro per singolo evento siccitoso, come avvenuto nel 2017 e nel 2022. Il Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici ha evidenziato che ogni evento siccitoso può determinare una perdita pari a circa un decimo di punto di Pil.

Un impatto che, rapportato alle dimensioni dell’economia italiana, equivale a diversi miliardi di euro.

La questione non riguarda soltanto la manutenzione delle infrastrutture esistenti, ma la necessità di ripensare il modello di gestione della risorsa idrica in un contesto segnato da eventi estremi più frequenti. L’urgenza degli interventi emerge anche dai dati dell’emergenza in corso: in alcuni Comuni del Piemonte orientale, dopo circa 60 giorni di gestione della siccità, 20 Comuni su 138 si trovavano in condizioni critiche. Per garantire la continuità dell’approvvigionamento sono stati necessari circa 300 mila euro di spesa per autobotti, pari a circa 700 viaggi.

Un piano per il futuro

La strategia di lungo periodo passa attraverso nuove infrastrutture, una maggiore integrazione delle fonti e una capacità di pianificazione coerente con un clima sempre più instabile. Acqua Novara VCO ha già definito un piano di investimenti per rafforzare la sicurezza del servizio sul territorio, con priorità su ridurre le perdite idriche, aumentare l’interconnessione delle reti e diversificare le fonti di approvvigionamento. L’interconnessione degli acquedotti permette di distribuire meglio la disponibilità di acqua e aumentare la capacità di risposta del territorio. La gestione dell’acqua si prepara a diventare una delle grandi questioni strategiche dei prossimi decenni: non solo un tema ambientale, ma un fattore decisivo per la competitività economica, la sicurezza dei territori e la capacità del Paese di adattarsi ai cambiamenti climatici.