L’Iran punta sullo stallo per influenzare la politica regionale
L’Iran utilizza una strategia di stallo per mantenere il controllo e limitare l’impatto degli Stati Uniti nel Medio Oriente.

L’Iran ha adottato una strategia di stallo armato per influenzare la politica regionale e limitare l’impatto degli Stati Uniti. Questa strategia, ispirata alla tradizione persiana del gioco degli scacchi, mira a trasformare un equilibrio di forze in una forma di vittoria indiretta. Il regime di Teheran, pur non essendo in grado di infliggere un colpo decisivo, cerca di mantenere il controllo su aree strategiche come il Golfo di Oman e il canale di Hormuz, puntando su una serie di mosse calcolate per mantenere la pressione sull’Occidente.
Strategia di stallo e controllo delle rotte marittime
Il controllo di Hormuz rappresenta una mossa chiave per l’Iran, un punto di passaggio cruciale per il commercio globale. Nonostante le tensioni con gli Stati Uniti, Teheran non intende arretrare da questa posizione. Inoltre, l’Iran ha riattivato i suoi alleati regionali, come i miliziani Houthi in Yemen, per minacciare i traffici nel Mar Rosso e a Bab el Mandeb. Queste mosse sono parte di una strategia mirata a mantenere un equilibrio di potere senza scatenare un conflitto aperto. La strategia di stallo è supportata anche dal timore dell’effetto domino in Medio Oriente. L’Iran sa che un conflitto espanso potrebbe coinvolgere altri attori regionali, come gli Stati Arabi, e potrebbe portare a conseguenze globali. Per questo, Teheran cerca di mantenere il controllo su una serie di pedine, come i miliziani filo-iraniani in Iraq, senza scatenare un’escalation. Questo approccio mira a mantenere la pressione sull’Occidente senza rischi eccessivi.
L’Iran utilizza il controllo di Hormuz e la riattivazione dei proxies per mantenere la pressione sull’Occidente.
La guerra di scacchi e il gioco del re
La strategia iraniana si ispira al gioco degli scacchi, un simbolo della cultura persiana. Il termine “shah mat”, che significa “il re è morto”, rappresenta il momento in cui un giocatore non ha più mosse. L’Iran, pur non essendo in grado di vincere un conflitto diretto, cerca di mantenere il controllo del gioco, evitando di essere sconfitto. Questa filosofia si riflette nella politica attuale, dove il regime cerca di mantenere la superiorità senza scatenare un conflitto aperto.
Le mosse iraniane sono accompagnate da una serie di azioni mirate, come il lancio di droni su porti egiziani e l’incitamento dei Houthi a un maggiore coinvolgimento nel conflitto. Queste azioni sono parte di una strategia più ampia per mantenere il controllo su una serie di aree strategiche e influenzare la politica regionale. L’Iran, pur non essendo in grado di vincere un conflitto diretto, cerca di mantenere il controllo del gioco, evitando di essere sconfitto.
La strategia di stallo è una forma di controllo indiretto che permette all’Iran di mantenere la pressione sull’Occidente senza scatenare un conflitto aperto.
Le elezioni di midterm bussano alle porte e il deflagrare dell’incendio negli Stretti provocherebbe conseguenze inflattive e produttive sul piano mondiale dalle quali anche l’America non resterebbe indenne. Così, mentre Trump minaccia una nuova, massiccia, campagna di bombardamenti, il regime iraniano sembra scommettere sulla propria capacità di resistere: almeno un secondo in più dell’irascibile ma volubile inquilino della Casa Bianca, alle prese sia con il dissenso in tema dell’elettorato Maga, sia con la crescente impopolarità di Israele e del suo premier, accusato anche a destra di essere il sobillatore dell’intervento americano.
- Controllo di Hormuz
- Riattivazione dei proxies
- Strategia di stallo armato
