L’energia sotterranea: Enel e il futuro della geotermia in Europa

Enel promuove la geotermia supercalda in Europa con un progetto finanziato da Horizon Europe.

Lavoratori e tecnici in un laboratorio geotermico a Larderello, Toscana, durante un incontro tecnico
Lavoratori e tecnici in un laboratorio geotermico a Larderello, Toscana, durante un incontro tecnico

Enel, in qualità di capofila del progetto europeo Shift, ha presentato un nuovo passo avanti nella ricerca e nell’uso della geotermia supercalda, durante un kick-off meeting tecnico a Larderello, in Toscana. L’evento, che si è svolto a stretto giro dopo il Superhot Geothermal Summit di Reykjavik, ha visto la partecipazione di 17 partner europei e ha segnato l’inizio di un programma finanziato da Horizon Europe con 10 milioni di euro su un investimento complessivo di 28 milioni. L’obiettivo è sviluppare tecnologie per l’utilizzo di fluidi geotermici oltre i 400°C, attraverso pozzi più profondi e performanti, con l’obiettivo di ampliare il potenziale della geotermia.

Un potenziale energetico enorme

L’Italia possiede un potenziale di energia geotermica estraibile e sfruttabile che si stima valga tra i 500 milioni e i 10 miliardi di tonnellate di petrolio equivalente. Questo corrisponde a circa 5.800 e 116mila terawattora di energia, a fronte di un fabbisogno annuo di poco superiore ai 300 terawattora. Basterebbe estrarre una piccola frazione di quell’energia per soddisfare interamente tutta la domanda interna. Anche perché questi dati si limitano alla fascia superficiale, entro i primi 5 chilometri di profondità.

Nonostante questo, l’energia geotermica occupa un ruolo marginale nel paniere italiano dell’energia, fermandosi a qualche punto percentuale appena. Tuttavia, l’Italia si colloca tra i principali produttori di energia geotermica a livello europeo, oltre che nel contesto mondiale. A fare da volano è la naturale ricchezza di risorse geotermiche, perché in diversi punti della penisola si concentrano molte sorgenti naturali di acqua calda, pronte per essere sfruttate come elementi chiave della transizione energetica nazionale verso le fonti green.

Un progetto con obiettivi ambiziosi

Il progetto Shift, che si svolgerà in Islanda, integrerà tecnologie avanzate di perforazione, completamento e misure di temperatura in pozzo, prove di produzione e conversione energetica in superficie, al fine di portare l’utilizzo di sistemi Super Hot ad un livello tecnologico prossimo al commerciale. Il progetto si basa sui risultati del progetto europeo Descramble, guidato da Enel come capofila, che ha raggiunto temperature fino a 515°C, tra le più alte registrate a livello mondiale in sistemi idrotermali.

Il progetto Descramble ha contribuito ad aprire orizzonti innovativi di ricerca e sviluppo per materiali e attività di perforazione in condizioni estreme. L’evento in Toscana, regione nella quale è attivo il più antico e innovativo complesso geotermico al mondo con 34 centrali, ha prodotto ogni anno quasi 6 miliardi di kWh, pari al 33% del fabbisogno elettrico regionale e utili a riscaldare 13mila utenti, ha segnato un ulteriore passo nella direzione dello sviluppo della geotermia ad altissime temperature. La geotermia supercalda rappresenta una risorsa rinnovabile, pulita e inesauribile, che potrebbe giocare un ruolo cruciale nella transizione energetica. Con l’obiettivo di ridurre l’impronta di carbonio e aumentare la capacità di generazione di energia pulita, il progetto Shift rappresenta un’opportunità per l’Italia e per l’Europa di sfruttare al meglio le risorse sotterranee e di promuovere un modello energetico sostenibile e innovativo.