Investimenti sul Sud e ZES: il futuro delle infrastrutture e dei territori
Incontro a La Piazza 2026: analisi su investimenti, ZES e sviluppo del Mezzogiorno.

Il 27 agosto 2026, a La Piazza 2026, si è tenuto un dibattito su investimenti, infrastrutture e sviluppo del Sud Italia, con la partecipazione di esperti e politici. Tra i relatori, il sottosegretario Luigi Sbarra, il vicedirettore Generale Corporate del Gruppo FS Italiane Giuseppe Inchingolo, l’amministratore delegato dell’ANAS Claudio Andrea Gemme e il già capo della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Ercole Incalza. L’evento ha visto un confronto su come gli investimenti pubblici e privati, attraverso il sistema ZES, stanno contribuendo al rilancio del Mezzogiorno.
Investimenti sul Sud e il ruolo della ZES
La ZES, o Zona Economica Speciale, è diventata un elemento chiave per lo sviluppo del Sud Italia. Il sottosegretario Luigi Sbarra ha sottolineato come il governo abbia destinato risorse significative per incentivare l’occupazione, soprattutto nelle aree meridionali. “Il Sud cresce e il quarto anno consecutivo non è un miracolo, ma il frutto di una visione strategica”, ha detto Sbarra. La ZES, nata nel 2023, ha visto un’espansione del suo perimetro e la creazione di una struttura di missione nazionale, che ha portato a 1500 autorizzazioni uniche per 9,5 miliardi di investimenti privati in due anni.
Secondo Ambrosetti, l’insieme di questi investimenti ha prodotto un impatto economico complessivo di quasi 60 miliardi e 75 mila nuovi posti di lavoro. “La direzione è giusta, bisogna rafforzare e consolidare una nuova politica industriale rivolta soprattutto alle piccole e medie imprese del Sud”, ha concluso Sbarra.
Infrastrutture e sviluppo del Sud: il ruolo di ANAS e Ferrovie dello Stato
Il presidente dell’ANAS, Claudio Andrea Gemme, ha spiegato come l’azienda abbia destinato 47,9 miliardi di investimenti al Sud, suddivisi in 40 miliardi per nuove opere e 7 miliardi per la manutenzione. “La manutenzione è un tema cruciale per il nostro Paese, soprattutto in considerazione del dissesto idrogeologico”, ha detto Gemme. L’azienda ha anche sottolineato come gli investimenti da ZES e quelli sulle strade siano fondamentali per il successo di un progetto. Giuseppe Inchingolo, vicedirettore Generale Corporate del Gruppo FS Italiane, ha parlato dell’impatto delle infrastrutture ferroviarie sul Sud. “Stiamo lavorando sulla Salerno-Reggio Calabria e sulla Napoli-Bari, con l’obiettivo di ridurre i tempi di percorrenza”, ha detto. Inchingolo ha anche sottolineato l’importanza della manutenzione e della comunicazione con i cittadini, spiegando come l’azienda abbia migliorato la gestione dei cantieri e la trasparenza.
Il futuro del Sud: sfide e opportunità
Ercole Incalza, ex capo della Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha commentato la gestione della ZES, sottolineando come il sistema abbia avuto un impatto positivo sul Sud. “La ZES è un modello di sviluppo che ha dato risultati significativi”, ha detto Incalza. Tuttavia, ha anche ricordato che il Sud necessita di risorse straordinarie per recuperare i divari storici con il resto del Paese. Il dibattito ha evidenziato come gli investimenti pubblici e privati, attraverso il sistema ZES, stiano contribuendo al rilancio del Sud. Tuttavia, è necessario mantenere l’impegno del governo anche nella fase post PNRR, per garantire un futuro sostenibile e competitivo per il Mezzogiorno.
- La ZES ha portato a 1500 autorizzazioni uniche per 9,5 miliardi di investimenti privati in due anni.
- Il Sud ha visto un aumento del 50% del tasso di occupazione e 75 mila nuovi posti di lavoro.
- Le infrastrutture ferroviarie stanno riducendo i tempi di percorrenza e migliorando la competitività del Sud.
