Investimenti a Atessa, Fiom Cgil: “Non diventi un deserto per l’indotto abruzzese”
Fiom Cgil frena investimenti Stellantis a Atessa: salvaguardia occupazionale e futuro dell’indotto.

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Lo stabilimento Stellantis di Atessa, destinato a ricevere un investimento da un miliardo di euro per la produzione di nuovi veicoli commerciali, ha suscitato reazioni da parte del sindacato Fiom Cgil. Il segretario generale Alfredo Fegatelli ha espresso preoccupazione per l’impatto potenziale su tutta la filiera produttiva della provincia di Chieti e dell’intero Abruzzo. La Fiom Cgil sostiene che la solidità di un piano industriale non si misura solo dagli annunci finanziari, ma dall’impatto reale sulle posizioni di lavoro e sull’indotto locale. La Fiom Cgil ha ribadito che la mancata assegnazione di una commessa a un fornitore storico come Isringhausen ha già colpito la filiera locale, e si preoccupa per il destino di altre aziende.
Salvaguardia occupazionale e futuro dell’indotto
Il sindacato ha sottolineato come la mancata assegnazione di una commessa a un fornitore storico come Isringhausen abbia già colpito la filiera locale. Fegatelli ha sottolineato che, se un fornitore così specializzato non ha certezze sul futuro, è preoccupante immaginare il destino di altre aziende. La Fiom Cgil rilancia la necessità di un “Patto d’Area per l’Automotive Abruzzese”, che preveda una salvaguardia occupazionale di bacino, con clausole di riassorbimento prioritario del personale in caso di riorganizzazione o riassegnazione di commesse. La Fiom Cgil sostiene che i lavoratori dell’indotto hanno diritto a una rappresentanza piena, autonoma e incisiva.
Un protocollo per la salvaguardia e un tavolo di monitoraggio
La proposta include un protocollo di salvaguardia occupazionale, che dovrà essere definito attraverso un accordo quadro. Questo dovrà garantire che, in caso di cambiamenti nella produzione, le aziende locali siano protette e che i loro dipendenti siano prioritariamente riassorbiti. Inoltre, la Fiom Cgil chiede l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio di filiera, coinvolgendo il ministero e la Regione Abruzzo, per analizzare l’impatto occupazionale prima che la produzione a regime del nuovo furgone inizi. La Regione Abruzzo non può limitarsi a accompagnare passivamente gli annunci aziendali.
La Fiom Cgil sostiene che i lavoratori dell’indotto hanno diritto a una rappresentanza piena, autonoma e incisiva, in grado di porre condizioni chiare per la difesa di ogni singolo posto di lavoro. Il sindacato si impegna a essere presente in tutti gli stabilimenti della provincia di Chieti e della regione per garantire trasparenza, contrattazione reale e garanzie per il futuro dell’industria abruzzese. La Fiom Cgil ha anche sottolineato che le istituzioni regionali devono pretendere un vincolo preciso per la salvaguardia del patrimonio produttivo locale.
Di fronte a segnali di allarme, il sindacato ritiene doveroso aprire una riflessione condivisa tra tutte le lavoratrici e i lavoratori della componentistica, per trovare soluzioni concrete e preventive. La Fiom Cgil ha chiesto di chiarire chi ha accesso diretto e continuativo al tavolo di relazioni industriali e se non fosse stato possibile intercettare segnali precisi sulle riassegnazioni delle commesse del nuovo furgone. La Fiom Cgil ritiene che le dinamiche di riorganizzazione siano note o prevedibili.
La Fiom Cgil ha ribadito che i lavoratori della provincia di Chieti e dell’Abruzzo non possono accontentarsi di prendere atto delle decisioni come fisiologiche evoluzioni di mercato, né affidarsi a reazioni di sconcerto manifestate solo a fatto compiuto. La Fiom Cgil chiede un impegno concreto per salvaguardare l’indotto e garantire un futuro stabile per i lavoratori locali.
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