Incendio a Artena nel giorno dell’anniversario dell’omicidio di Willy Monteiro
Incendio a Artena vicino al ricorrenza dell’omicidio di Willy Monteiro, indagini in corso.

Nel cuore della notte tra domenica e lunedì, un incendio ha colpito il ristorante dei fratelli Bianchi a Artena, nel giorno dell’anniversario dell’omicidio di Willy Monteiro Duarte. L’episodio, avvenuto alle tre del mattino, ha suscitato preoccupazione e attenzione, nonostante non ci siano elementi accertati che collegino il gesto alla vicenda del giovane morto sei anni fa. L’incendio, che ha interessato solo una fioriera esterna del locale “Da Ale”, è stato spento rapidamente e i danni sono limitati. I carabinieri di Artena e Colleferro hanno avviato le indagini per identificare l’autore del gesto e chiarire il movente.
Un passato di violenza e precedenti penali
I fratelli Bianchi, noti per la loro attività criminale, sono stati associati a una “banda” di Artena, un paese con una storia di brigantaggio. Tutti i quattro condannati avevano già precedenti per lesioni, risse, minacce e spaccio di stupefacenti. Il loro comportamento intimidatorio ha spinto la comunità a tacere, ma la loro attività non è mai rimasta inosservata. Il fratello Alessandro, che aveva finito nel mirino per alcune intercettazioni, si è nel tempo distaccato dalla vicenda. Anche ieri, era presente nel suo locale e ha commentato l’incendio con freddezza: «È stato qualche ragazzino, non mi interessa nulla, non voglio parlare».
Un legame simbolico con il passato
La vicinanza temporale tra l’anniversario dell’omicidio di Willy Monteiro e l’incendio al ristorante ha suscitato sospetti. Willy, 21 anni, era un giovane mite e altruista, morto a Colleferro il 5 settembre 2020 durante un pestaggio insensato. La sua morte ha scosso l’opinione pubblica, nonostante in alcuni ambienti la tragedia venga minimizzata. I carabinieri stanno analizzando le telecamere di videosorveglianza per identificare l’autore del gesto, che potrebbe avere un messaggio simbolico. La famiglia di Willy, Lucia Maria e Armando, non ha mai scelto la vendetta, ma l’episodio sembra indicare un’eco del passato.
Per Gabriele Bianchi, uno dei responsabili dell’omicidio, la Corte d’Assise d’Appello di Roma ha disposto l’ergastolo il 8 giugno 2026. La responsabilità penale dei due fratelli era già stata definitivamente accertata, ma la loro attività criminale non si è mai interrotta. Anche il fratello Alessandro, che aveva espresso opinioni contrarie all’omicidio, ha avuto guai con la giustizia. Il 6 ottobre 2022, è stato denunciato per guida sotto l’effetto di stupefacenti dopo un incidente a Velletri. I carabinieri hanno disposto un test delle sostanze e hanno ritirato la sua patente.
Le indagini proseguono per chiarire il movente dell’incendio, che potrebbe essere legato a un’intimidazione o a un messaggio simbolico. La comunità di Artena e Colleferro attende risposte, mentre i carabinieri cercano di ricostruire i fatti. L’episodio, pur non essendo direttamente collegato all’omicidio di Willy, rimane un segnale di tensione e di una storia che non è ancora conclusa.
La notte del pestaggio mortale, dopo aver lasciato Willy a terra, i due fratelli Bianchi, ancora sporchi di sangue, salirono sulla Audi Q7 nera con cui erano andati a Colleferro e sono tornati a bere birra proprio al Nai Bistrot di Artena, dove li hanno trovati i carabinieri “in evidente stato di alterazione psicofisica”, erano “stravolti” si dice nei verbali. Vicini ad ambienti di estrema destra, ostentavano ricchezza e strafottenza, praticavano sport da combattimento, erano campioni di Mma (mixed martial arts).
