Fuga dall’aula sulla Tari, l’assessore Trano annuncia tagli per recuperare 400 mila euro
Mancata approvazione del piano finanziario Tari crea crisi contabile, l’assessore Trano annuncia tagli per recuperare 400 mila euro.

Il Comune di Agrigento vive un momento di forte tensione dopo la mancata approvazione del Piano economico-finanziario (Pef) per la Tari entro i termini di legge. L’assessore al Bilancio, Raffaele Trano, ha chiarito che la decisione dell’opposizione di disertare l’aula ha creato un buco di circa 400 mila euro nei conti comunali. L’assessore ha annunciato che la Giunta dovrà procedere a tagli immediati per recuperare le risorse perse, mettendo a rischio servizi essenziali come manutenzione stradale, verde pubblico e supporto alle fasce deboli della popolazione.
Il piano Tari e le norme legali
Il Piano economico-finanziario della Tari non è una scelta della Giunta, ma un obbligo previsto dalla legge nazionale. L’aggiornamento delle tariffe per il periodo 2026–2029 serve a adeguare i prezzi al reale costo del servizio, che include l’inflazione, i rincari dei carburanti e dei pezzi di ricambio, nonché gli stipendi degli operatori ecologici. Per legge, la bolletta Tari deve coprire esattamente il costo reale del servizio, senza che il Comune possa guadagnarci né andare in perdita.
Nonostante la proposta fosse corredata da pareri tecnici, contabili e dal parere favorevole del collegio dei Revisori dei conti, l’opposizione ha deliberatamente fatto mancare il numero legale, abbandonando i lavori consiliari. Questo atto ha creato un disavanzo di circa 400 mila euro, che dovrà essere recuperato con tagli immediati. La mancata approvazione ha determinato un mancato incasso di circa 400 mila euro rispetto ai costi reali che il Comune deve comunque liquidare per legge.
Le responsabilità e le scelte future
L’assessore Trano ha ricordato che gli stessi consiglieri comunali riconfermati e presenti nella precedente legislatura hanno sempre approvato aumenti ben maggiori di quello previsto quest’anno. Nonostante ciò, la decisione di non approvare il piano ha creato un ulteriore ammanco da 400 mila euro per soli calcoli tattici e d’opposizione. In una fase storica in cui il bilancio del Comune di Agrigento versa già in un equilibrio strutturale estremamente fragile, creare ad arte un ulteriore disavanzo è un gesto che danneggia direttamente la comunità.
Ognuno si prenderà le proprie responsabilità di fronte alla città per le scelte compiute in aula. La politica ha il dovere di dimostrare maturità e senso delle istituzioni, non di creare nuove grane finanziarie che finiscono per penalizzare i cittadini più fragili e la qualità dei servizi primari. La Giunta sarà costretta ad applicare dolorosi e immediati tagli ad altri capitoli strategici del bilancio cittadino. La mancata approvazione ha reso necessario un intervento urgente per recuperare le risorse perse. I tagli saranno applicati a fondi destinati ai servizi sociali, al sostegno delle fasce deboli della popolazione, alla manutenzione stradale, al verde pubblico e al decoro urbano. L’assessore ha sottolineato che non si tratta di una scelta della Giunta, ma di un atto di irresponsabilità politica che penalizza i cittadini più fragili e la qualità dei servizi primari.
