Export di formaggi italiani supera i 3 miliardi a metà 2026: dinamiche e sfide
Export di formaggi italiani supera i 3 miliardi a metà 2026, con crescita dei volumi e pressione sui margini.
A metà 2026, il settore lattiero-caseario italiano ha registrato un nuovo record di esportazione, con i formaggi italiani che hanno superato i 3 miliardi di euro di fatturato. I dati, diffusi da Assolatte, mostrano un aumento del 3,4% nei volumi esportati, con oltre 350.000 tonnellate immesse sui mercati internazionali. Questo risultato conferma la forza commerciale dei prodotti caseari italiani, nonostante un contesto economico e geopolitico complesso. La crescita si accompagna però a una riduzione del prezzo medio per tonnellata, segno di una pressione competitiva che costringe le imprese a ridurre i margini per rimanere sul mercato.
Un settore in crescita ma con sfide
La crescita del settore lattiero-caseario italiano si basa su una diversificazione geografica della domanda, con mercati dell’Europa centrale e settentrionale, nonché dell’Europa mediterranea, che assorbono crescenti quantità di prodotti made in Italy. I dati evidenziano un aumento del 4,4% nei volumi esportati nell’Unione europea, con performance particolarmente positive in Belgio, Austria, Paesi Bassi e Polonia. Inoltre, i mercati più maturi per i formaggi italiani, come Francia, Germania e Spagna, registrano un incremento del 2,8%, del 4,1% e del 4,6%, rispettivamente. Un ulteriore elemento di attenzione arriva dai mercati extra-UE. Assolatte segnala che “la perdita della prima posizione nell’export di formaggi verso i Paesi extra-UE, a vantaggio della Germania, è un segnale che non va sottovalutato: la concorrenza internazionale si fa sempre più intensa e richiede politiche che sostengano la competitività delle nostre produzioni”.
Prodotti DOP e freschi in crescita
La forza commerciale dei grandi formaggi DOP italiani, come Grana Padano e Parmigiano Reggiano, si accompagna al ruolo crescente dei prodotti freschi, come la mozzarella, che restano tra i più riconoscibili e apprezzati all’estero. I dati mostrano un aumento del 3% per la mozzarella, del 7,3% per altri formaggi freschi e del 5,6% per il provolone, che segna la performance più brillante. Questi prodotti, insieme ai formaggi grattugiati e a quelli a lunga stagionatura, confermano la diversificazione e la competitività del settore italiano.
Il presidente di Assolatte, Paolo Zanetti, ha sottolineato che “superare per la prima volta i 3 miliardi di euro di fatturato export già a metà anno e avvicinarsi alle 350.000 tonnellate esportate rappresenta un risultato di grande rilievo per il settore lattiero-caseario italiano”. Nonostante i risultati positivi, il settore italiano affronta sfide legate alla concorrenza internazionale. La riduzione del valore medio esportato, come dimostra la pressione competitiva, indica che molte aziende hanno lavorato sui propri margini per sostenere la presenza sui mercati internazionali. In termini economico-finanziari, il calo del prezzo medio per tonnellata segnala una pressione competitiva che costringe le imprese a ridurre i margini per restare sul mercato.
La sfida per il settore lattiero-caseario italiano si concentra quindi su come mantenere il posizionamento di qualità e l’efficienza lungo tutta la filiera, in un contesto globale sempre più competitivo. Le imprese devono continuare a investire in strategie commerciali e di innovazione, mentre le politiche di supporto alle imprese potrebbero giocare un ruolo chiave nel sostenere la competitività del made in Italy nel settore caseario.
La crescita del settore non è arrivata senza sacrifici.
Le imprese devono trovare nuove strategie per rimanere competitive.
