Egidio Marchese torna in Calabria: festa ad Acri per il campione paralimpico
Egidio Marchese, campione paralimpico, torna in Calabria per una festa ad Acri.

Un ritorno alle radici con l’affetto della comunità
Egidio Marchese, storico capitano della squadra azzurra di wheelchair curling, ha tornato in Calabria per una festa ad Acri, dove ha ricevuto un caloroso benvenuto da parte dei concittadini. L’evento, organizzato dall’associazione “Il Sassolino”, ha visto l’atleta accolto in una serata di festa che si è trasformata in un omaggio alla sua storia umana e sportiva. Marchese, originario di Sorbo, frazione del comune di Acri, ha potuto riconoscere l’affetto della sua comunità d’origine, dopo aver vinto medaglie ai Giochi Paralimpici di Torino, Vancouver e Milano-Cortina 2026.
Un legame profondo con la terra d’origine
Nonostante abbia vissuto per anni in Valle d’Aosta, Marchese ha sempre mantenuto un forte legame con la Calabria. «La Calabria è la mia radice», ha detto l’atleta, ricordando come il suo Dna sia sempre stato quello di un calabrese: testone, testardo e determinato. Il rapporto con la sua terra è stato sottolineato anche durante un’intervista rilasciata a LaC News24, dove ha espresso la sua soddisfazione per il ritorno in Italia delle Paralimpiadi. «Vivere il ritorno di una Paralimpiade in Italia è qualcosa di unico, è fantastico», ha commentato, sottolineando l’emozione di poter condividere l’esperienza con la sua gente.
La sua determinazione ha superato ogni barriera.
Marchese, che ha perso l’uso delle gambe circa trent’anni fa, ha costruito una carriera sportiva eccezionale, diventando uno dei pionieri del wheelchair curling in Italia. Il suo impegno non si limita al successo agonistico, ma include anche un forte impegno sociale. È presidente della Disval, l’associazione Disabili Sportivi Valdostani, e ha contribuito alla nascita di una palestra accessibile per permettere a tutti di allenarsi e praticare sport. Un simbolo di inclusione e determinazione.
La sua attività sociale e sportiva è stata riconosciuta nel 2020 con il titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferito dal Presidente della Repubblica. «La medaglia è il sogno, ma ci sono valori che restano dentro: la possibilità di organizzare attività sportive per persone con disabilità, dare visibilità e aprire opportunità», ha spiegato Marchese, ricordando come il suo percorso sia stato un esempio per tanti.
Durante l’iniziativa, Marchese ha ricevuto una tela con dedica a nome dell’intera associazione “Raggio di Sole”, che ha anche inteso conferirgli la carica di socio onorario. L’atleta ha accolto con entusiasmo l’invito a visitare la sede dell’associazione, dove ha potuto conoscere più da vicino una realtà impegnata quotidianamente nel sociale e nell’inclusione. «Fate il tifo per noi, fateci sentire il calore della mia terra», aveva chiesto Marchese prima delle Paralimpiadi, e a Sorbo quel calore lo ha trovato ad aspettarlo.
La storia di Marchese è segnata da un grave incidente avvenuto circa trent’anni fa, che gli ha tolto l’uso delle gambe. Tuttavia, non ha mai smesso di combattere per il suo sport e per l’inclusione. Il suo impegno, che si estende anche al sociale, lo ha reso un simbolo di determinazione e di speranza per tanti. La sua esperienza, raccontata con semplicità e forza, ha trovato un eco nella comunità di Sorbo, che lo ha accolto con un affetto sincero e un riconoscimento meritato.
