Depurazione nel Mezzogiorno: un passo avanti dopo anni di ritardi e buchi nell’acqua
Lavori in corso per migliorare la depurazione nel Mezzogiorno, con focus su Campania e Sicilia. Accelerazione e sblocco amministrativo.

La situazione della depurazione nel Mezzogiorno, segnata da decenni di ritardi, buchi nell’acqua e procedure in sospeso, sembra finalmente iniziare a prendere una direzione concreta. La relazione del Commissario straordinario unico per la depurazione e il riuso, Fabio Fatuzzo, aggiornata a luglio 2026, ha reso chiaro che la priorità è l’accelerazione degli interventi e la risoluzione delle criticità amministrative. La Campania, la Sicilia e la Calabria sono i territori più colpiti, con interventi in fase di progettazione, autorizzazione o realizzazione, ma con ostacoli che richiedono un impegno costante.
La Campania: sette interventi in fase progettuale
Nella regione Campania, la Struttura commissariale ha evidenziato sette interventi ereditati in fase progettuale, due già contrattualizzati (Napoli Est e Benevento), uno in fase di gara (Mondragone) e quattro in fase di autorizzazione definitiva (interventi di Ischia). Tra questi, il progetto di Napoli Est è considerato strategico per il sistema depurativo dell’area metropolitana. Tuttavia, la relazione ha segnalato criticità legate al territorio di Ischia, dove nonostante i progetti siano giunti alla fase autorizzativa, i procedimenti non sono ancora conclusi. Il Commissario ha attribuito questa situazione non solo ai progettisti, ma anche alle posizioni assunte da alcune Amministrazioni comunali.
La priorità è l’accelerazione di tutti i progetti e la conclusione delle procedure aperte. La Struttura ha anche sottolineato la necessità di completare i servizi di progettazione già affidati ma non ancora definiti. Inoltre, la situazione a Palagonia ha reso evidente la mancanza di tracciabilità di alcuni interventi, con nessuno che ricordasse chi li avesse pensati o quando fossero stati affidati.
La Sicilia: 64 interventi in corso e completati
La Sicilia, in particolare, rappresenta il principale ambito di operatività della Struttura commissariale. Sono stati individuati 64 interventi, di cui venti realizzati, 19 in corso, dodici pronti per l’affidamento o la gara e tredici in progettazione. Tra i risultati più significativi, il completamento dei lavori sulle reti fognarie della fascia costiera e di Cannatello-Zingarello ad Agrigento, i cantieri a Niscemi e la realizzazione del depuratore di Sciacca, allineato agli standard europei. La continuità dei grandi cantieri, come Acqua dei Corsari e il collettore sud-orientale a Palermo, è stata sottolineata come un elemento chiave per la gestione del sistema fognario.
La realizzazione di opere strategiche è diventata una priorità per la Struttura. Inoltre, sono stati ultimati interventi in Messinese, tra cui quelli a Monforte San Giorgio, Torregrotta/Asi Giammoro e Torrenova, dove è stato avviato l’impianto di depurazione. L’accelerazione dei progetti è diventata una priorità, con l’obiettivo di bandire tutte le gare in provincia di Catania entro nove mesi e completare i lavori entro tre-quattro anni dalla consegna.
- Sette interventi in fase progettuale in Campania
- 64 interventi in corso e completati in Sicilia
- Revoca della convenzione con la Sie a Catania
- Accelerazione dei progetti e completamento entro tre-quattro anni
La relazione ha anche dedicato una sezione specifica all’area del Catanese, dove si concentra un agglomerato di oltre 1,1 milioni di abitanti equivalenti. Il costo annuo delle sanzioni europee è stimato in circa 11 milioni di euro, con oltre 120 milioni di euro di penalità accumulate dal 2015. La società Sie, a partecipazione pubblico-privata, ha rivendicato il diritto alla gestione del servizio idrico integrato e alla realizzazione degli interventi finanziati dallo Stato. Tuttavia, la Struttura commissariale ha verificato che la società non aveva una struttura organizzativa proporzionata alla dimensione degli interventi, che ammontano a circa due miliardi di euro. A seguito di questa valutazione, la convenzione con la Sie è stata revocata il 30 giugno 2026.
