La Coppa America si trova al centro di una controversia legale per il suo nuovo format
Una petizione chiede di modificare il format della Coppa America, accusando una privatizzazione del trofeo.
La Coppa America, uno dei più prestigiosi eventi della vela internazionale, si trova al centro di una controversia legale e istituzionale. Una petizione formale, presentata al Procuratore Generale dello Stato di New York, chiede di modificare il format attuale della competizione, accusando una possibile privatizzazione del trofeo. I promotori della petizione, Tom Ehman e Hamish Ross, due figure storiche legate alla Coppa America, sostengono che la recente ristrutturazione amministrativa della manifestazione violi i principi stabiliti dal Deed of Gift del 1887, un atto di donazione che regola la gestione del trofeo.
Il Deed of Gift e la natura del trust
Il Deed of Gift del 1887, depositato nello Stato di New York, stabilisce che la Coppa America è un trust pubblico di beneficenza, non una proprietà privata. Il detentore del trofeo, attualmente il Royal New Zealand Yacht Squadron, è un custode legale tenuto a amministrarla nell’interesse collettivo dei velisti di tutto il mondo e degli appassionati. Secondo il testo del Deed of Gift, il trust non è proprietà di un singolo ente, ma è gestito per il bene comune. La petizione, tuttavia, sostiene che la creazione dell’America’s Cup Partnership (ACP), un nuovo veicolo di gestione commerciale e organizzativa, potrebbe trasferire il controllo dei beni e della gestione del trust a entità commerciali private.
Secondo i promotori della petizione, l’ACP potrebbe violare i doveri fiduciari imposti dal Deed of Gift, mettendo a rischio la natura originaria del trofeo come bene collettivo. La petizione chiede interventi specifici e immediati, tra cui un’indagine approfondita sull’effettiva legittimità dell’accordo e la verifica di eventuali violazioni da parte del Trustee neozelandese. Inoltre, i firmatari chiedono l’adozione di provvedimenti cautelari per fermare modifiche strutturali non conformi ai vincoli storici del Deed of Gift.
La petizione e il reclamo di John Sweeney
Il reclamo formale presentato da John Sweeney al Procuratore Generale di New York, con numero di protocollo File No. 26-020937, ha contenuti simili alla petizione e contesta radicalmente la gestione e la regolarità delle ultime edizioni della Coppa America e della struttura organizzativa attuale. La giustizia statunitense dovrà valutare se le accuse siano fondate e se le modifiche apportate alla gestione del trofeo rispettino i principi stabiliti dal Deed of Gift. Non è in discussione l’edizione di Napoli, fissata per il 2027, né si attendono sconvolgimenti per la parte sportiva del Trofeo. Tuttavia, la petizione e il reclamo di John Sweeney segnalano una crescente preoccupazione per la gestione del trust e la sua conformità alle norme storiche. La questione, sebbene complessa, potrebbe influenzare il futuro della Coppa America, un evento che ha visto la partecipazione di velisti e squadre da tutto il mondo per decenni.
La situazione è ulteriormente complicata dal fatto che non è l’unica petizione in campo. Altri reclami, come quelli presentati da John Sweeney, hanno già sollevato questioni simili, ma non sono ancora stati risolti. La giustizia statunitense dovrà ora valutare se le accuse siano fondate e se le modifiche apportate alla gestione del trofeo rispettino i principi stabiliti dal Deed of Gift. La decisione potrebbe avere conseguenze significative per la natura e la gestione della Coppa America, un evento che rappresenta un simbolo della vela internazionale.
La natura del trust e i doveri fiduciari sono al centro del dibattito. La petizione e il reclamo di John Sweeney mettono in discussione la gestione attuale del trofeo e la sua conformità alle norme storiche. La giustizia statunitense dovrà ora valutare se le accuse siano fondate e se le modifiche apportate alla gestione del trofeo rispettino i principi stabiliti dal Deed of Gift.
