La Cina si espande nel lusso e nell’automotive, mettendo in difficoltà l’industria europea
La Cina si espande nel lusso e nell’automotive, mettendo in difficoltà l’industria europea.
La Cina sta trasformando il proprio ruolo nell’economia globale, spostandosi dal produttore di beni di basso costo a un attore chiave nel settore del lusso e dell’automotive. Lo dimostrano i dati dell’ufficio statistico tedesco, secondo cui le esportazioni tedesche verso la Cina sono calate del 9,7% lo scorso anno, mentre le importazioni dalla Cina sono aumentate dell’8,8%, causando un disavanzo commerciale cresciuto di un terzo. Questo spostamento ha messo in difficoltà aziende come Volkswagen, che ha ridotto la gamma dei modelli e tagliato 100 mila posti di lavoro. La Cina, però, non si limita a produrre a basso costo: si sta imponendo anche nei settori di prestigio, come il lusso e l’automotive.
Il lusso si sposta verso l’Asia
Un esempio chiave è Gucci, che ha scelto un produttore cinese noto per il «know-how tecnologico» e per la capacità di rispettare gli standard qualitativi del marchio per produrre le sue nuove sneakers da 1.000 dollari. Nonostante la scelta di produrre in Cina, la maison ha mantenuto la produzione in Italia per gli altri prodotti. Questo segnale indica un cambiamento nella strategia di produzione, con la Cina che si sposta verso i settori più prestigiosi d’Europa, come i beni di consumo di fascia alta e le automobili.
La Cina sta seguendo la strada di Corea del Sud, Taiwan e Giappone, passando dalle magliette e dalle imitazioni di articoli di marca a elettrodomestici, auto e prodotti di fascia più alta “su una scala senza precedenti”, ha spiegato Howard Yu, professore di management in Svizzera.
Un secondo “shock cinese”
Questo cambiamento fa parte di quello che alcuni economisti, come Torsten Slok, hanno definito il secondo “shock cinese”. La prima ondata, negli anni Duemila, ha visto l’espansione dei prodotti a basso costo prodotti in Cina, che hanno inondato i mercati occidentali. Oggi, invece, la Cina esporta veicoli elettrici e macchinari industriali che competono con i produttori europei affermati. La Cina ha già mangiato buona parte del pranzo dell’industria tedesca, e si prepara a cominciare con la cena, hanno scritto a maggio gli economisti Brad Setser e Sander Tordoir.
La Germania, la maggiore economia del continente, ha visto il proprio vantaggio commerciale ridursi a causa della crescita della produzione cinese in settori chiave. Le sole esportazioni di auto tedesche verso la Cina sono diminuite di un terzo lo scorso anno, e le vendite di Volkswagen in Cina sono calate del 36,6% nel secondo trimestre. Questo ha portato a una ristrutturazione senza precedenti per l’azienda, con la riduzione della gamma di modelli e la riduzione di 100 mila posti di lavoro. Anche le case automobilistiche di proprietà cinesi stanno guadagnando terreno in Europa, dove a maggio hanno superato per la prima volta i marchi giapponesi nelle vendite.
La Cina, però, non si ferma al lusso e all’automotive. Il passaggio alle auto elettriche ha cancellato il più grande vantaggio della Germania: il prestigio guadagnato con il motore a combustione interna. Il vantaggio della Cina, però, si trova ora nel settore delle batterie e del software, ambiti in cui è estremamente forte. Questo ha reso difficile per le aziende europee mantenere il loro posizionamento nel mercato globale, a causa della crescente competizione da parte dei produttori cinesi.
