Bar sotto casa in fuga: 24mila locali persi e 7,2 miliardi in 6 anni

Riduzione del 20,8% di bar nel Centro Italia, 24mila locali persi e 7,2 miliardi di danno in sei anni.

La riduzione del 20,8% di bar nel Centro Italia, pari a 7.323 locali persi, segnala una trasformazione profonda nel tessuto commerciale italiano. In sei anni, il settore ha visto scomparire oltre 24mila imprese, con un calo medio di 11 bar al giorno. L’impatto economico è stimato in 7,2 miliardi di euro, con conseguenze su occupazione, consumi e gettito fiscale. Confesercenti, l’associazione che rappresenta imprese del commercio, del turismo e dei servizi, ha evidenziato come la desertificazione commerciale stia modificando la vita quotidiana delle comunità, riducendo luoghi di incontro e socializzazione.

Un fenomeno che colpisce tutte le regioni

La contrazione del numero di bar interessa tutte le macro-aree del Paese, con intensità diverse. Il Centro Italia registra la riduzione più forte, seguito dal Nord-Est e dal Nord-Ovest. Anche nel Sud e nelle Isole si osserva una diminuzione, sebbene meno marcata. In nessuna regione il saldo è positivo: il numero complessivo di bar si riduce ovunque. La Lombardia, con il tessuto economico più esteso d’Italia, perde il maggior numero di bar, 4.957 imprese in meno. Il Lazio, il Veneto e l’Emilia-Romagna seguono con cali significativi.

La riduzione del 14,2% in sei anni ha visto il numero di bar passare da 169.839 nel 2019 a 145.766 nel 2025. Questo calo non riguarda solo i classici bar di provincia, ma anche quelli di quartiere nelle grandi città, quelli “sotto casa” che scandiscono la routine di molti italiani. La scomparsa di questi esercizi ha un impatto che non è solo sociale ma anche economico.

La città che perde di più: Roma

Roma, la capitale, vede scomparire 2.827 bar, un calo superiore al 30% del totale. Questo dato, sottolinea Confesercenti, non è stato mitigato dai record di turismo registrati nella città. La riduzione di bar ha ripercussioni sia per i residenti che per l’offerta rivolta ai visitatori. Per una metropoli dove turismo e servizi legati alla ristorazione rappresentano un tassello importante dell’economia locale, la scomparsa di questi esercizi segnala una trasformazione profonda del tessuto commerciale urbano.

Il calo di bar a Roma non è un fenomeno isolato, ma parte di un quadro nazionale in cui ogni macro-area registra una riduzione. La desertificazione commerciale sta cambiando la vita quotidiana delle nostre comunità. Confesercenti ha dichiarato che il fenomeno non deve essere letto solo in chiave di numeri e bilanci, ma anche come modifica della vita di relazione nei quartieri e nei centri cittadini. La chiusura di migliaia di bar significa meno presidi di socialità, meno opportunità di lavoro e un impoverimento complessivo dei territori, quantificato in oltre 7,2 miliardi di euro tra minori consumi, occupazione e gettito fiscale.