El Niño potrebbe far salire i prezzi di alimenti chiave a livelli mai visti

El Niño potrebbe far salire i prezzi di alimenti chiave a livelli mai visti, con effetti globali.

L’El Niño, uno dei fenomeni climatici più intensi registrati, potrebbe portare a un aumento dei prezzi di alimenti chiave a livelli mai visti, con effetti globali. I ricercatori hanno identificato gruppi alimentari che potrebbero subire carenze nei prossimi mesi, soprattutto nei paesi del Sud globale. Tra i prodotti più a rischio, ci sono il caffè, l’olio d’oliva e il cioccolato, con effetti che potrebbero arrivare fino al 2027. La situazione preoccupa in particolare i paesi poveri, dove i prezzi alimentari rappresentano una parte significativa del reddito delle famiglie.

Alimenti a rischio di aumento dei prezzi

Secondo gli esperti, il caffè, l’olio d’oliva e il cioccolato potrebbero essere tra i prodotti più colpiti dall’El Niño. Kamiar Mohaddes, professore di economia e politica all’Università di Cambridge, ha spiegato che il cioccolato e lo zucchero sono particolarmente sensibili alle variazioni del mercato globale, con scorte inesistenti che rendono i prezzi molto reattivi. Un piccolo cambiamento può far salire i prezzi di questi alimenti.

Il pane, che dipende direttamente dal riso, potrebbe subire un aumento dei prezzi a causa della riduzione della produzione di frumento. Inoltre, il riso, già in difficoltà a causa di siccità in India, Thailandia e Vietnam, potrebbe vedersi ulteriori ostacoli. Amanda Maycock, climatologa all’Università di Leeds, ha sottolineato che l’El Niño ha ridotto del 10-15% le precipitazioni durante la monsone indiano, rallentando la produzione del riso. Questi effetti potrebbero protrarsi per mesi, con conseguenze economiche e sociali significative.

Impatto su paesi poveri e sicurezza alimentare

La situazione si fa più complessa con l’impatto sull’agricoltura in Africa e Asia, dove molti paesi dipendono da importazioni di cereali per la sicurezza alimentare. Matin Qaim, professore di economia agricola all’Università di Bonn, ha espresso preoccupazione per i poveri, che spendono una parte elevata del loro reddito per alimenti essenziali. Con i prezzi in aumento, saranno in grado di permettersi meno. Secondo l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, i prezzi alimentari a livello mondiale sono ai massimi dal 2022. L’El Niño ha colpito duramente i principali produttori di cereali, riducendo la produzione e aumentando la domanda. Inoltre, i blocchi dei porti nel Medio Oriente hanno aggravato le situazioni di carenza. I ricercatori prevedono un aumento dei prezzi che potrebbe durare fino a due anni, con effetti a lungo termine sulla sicurezza alimentare globale.

Nonostante l’intensità dell’El Niño, gli Stati Uniti potrebbero evitare i peggiori effetti di carenze alimentari. Nelson Villoria, economista agricolo all’Università del Kansas, ha spiegato che la produzione di prodotti come il mais sarà in parte compensata da altre regioni. Tuttavia, i prezzi globali potrebbero salire del 16% entro la seconda metà del 2028, secondo un’analisi di Goldman Sachs. La situazione richiede una maggiore attenzione da parte delle autorità e dei consumatori, soprattutto in quelle regioni più vulnerabili.