Cassazione conferma ergastoli per familiari di Saman Abbas
Cassazione conferma ergastoli per familiari di Saman Abbas, processo termina dopo anni di dibattito

L’ultimo grado del processo per l’omicidio di Saman Abbas, la 18enne pakistana uccisa a Novellara nel 2021, è arrivato in Corte di Cassazione a Roma. La Procura generale ha chiesto la conferma delle condanne per i familiari imputati, tra cui i genitori e i cugini della vittima. L’ultimo atto del processo ha visto l’intervento dell’avvocato generale Marco Dall’Olio, che ha sottolineato l’idea di un delitto corale e premeditato, con l’obiettivo di impartire una “lezione” alla ragazza. La Cassazione ha accolto la richiesta e ha confermato i quattro ergastoli inflitti ai genitori, Shabbar Abbas e Nazia Shaheen, e ai cugini Noman Ul Haq e Ijaz Ikram, nonché i 22 anni di reclusione per lo zio, Danish Hasnain.
Un delitto agghiacciante e corale
La Procura generale ha sottolineato come il delitto sia stato organizzato nei minimi dettagli, con un piano premeditato che ha portato alla morte di Saman Abbas. L’avvocato generale Marco Dall’Olio ha ribadito che “Saman doveva essere punita: questo è un punto fermo di tutto il processo”. Secondo le dichiarazioni, la volontà era di impartirle una lezione, non poteva decidere da sola della sua vita, non poteva avere una vita propria. La Cassazione ha accolto questa visione e ha confermato le condanne, considerando il caso come un atto corale e agghiacciante.
La sentenza definitiva e le condanne
La Corte di Appello di Bologna aveva stabilito il 18 aprile dello scorso anno le condanne per i genitori e i cugini di Saman Abbas, con ergastoli per i primi e condanne per i secondi. Lo zio, Danish Hasnain, è stato condannato a 22 anni di reclusione. La Procura generale ha chiesto che queste condanne passino in giudicato, cioè siano definitive e non più contestabili. La Cassazione ha accolto questa richiesta, confermando le decisioni prese in precedenza. Il processo, che ha visto anni di dibattimento, ha ora concluso il suo ultimo grado.
La vicenda ha suscitato grande indignazione e preoccupazione per l’uso di metodi estremi per punire una giovane donna. La Cassazione ha ribadito l’idea di un delitto premeditato e corale, con la partecipazione di più familiari. La sentenza definitiva, ora in fase di esecuzione, rappresenta un momento chiave per la giustizia italiana, che ha cercato di dare risposte a un caso estremo e drammatico.
La Cassazione ha confermato le condanne per i familiari di Saman Abbas, considerando il delitto come un atto corale e premeditato. La sentenza è definitiva e non è più contestabile, segnando la fine di un processo che ha visto anni di dibattimento e dibattiti pubblici.
- Confermati ergastoli per genitori e cugini di Saman Abbas
- Lo zio condannato a 22 anni di reclusione
- Delitto considerato corale e premeditato
La sentenza della Cassazione rappresenta un momento di chiusura per un processo che ha visto anni di dibattimento e dibattiti su temi di giustizia, diritti e responsabilità familiari. La Procura ha sottolineato l’importanza di dare un esempio concreto, anche se il caso rimane un’eccezione nella giurisprudenza italiana. La decisione finale, ora in fase di esecuzione, segna la fine di un processo che ha suscitato emozioni e dibattiti su temi di giustizia, diritti e responsabilità familiari.
