Il brodetto fanese verso la De.Co.: Confesercenti e Comune aperti a un percorso condiviso

Il brodetto fanese potrebbe ottenere la De.Co. grazie a una proposta di Confesercenti e al sostegno del Comune.

Un incontro a Fano tra amministratori, operatori economici e studiosi per valutare la possibilità di riconoscere il brodetto fanese con la De.Co
Un incontro a Fano tra amministratori, operatori economici e studiosi per valutare la possibilità di riconoscere il brodetto fanese con la De.Co

Il brodetto fanese potrebbe presto iniziare il percorso verso la Denominazione comunale (De.Co.), un riconoscimento che potrebbe valorizzare il piatto simbolo della tradizione marinara della città. La proposta, avanzata durante il convegno della 67ª Festa del Mare, è stata accolta favorevolmente dall’assessore al Turismo e ai Grandi eventi Alberto Santorelli, che ha espresso disponibilità a costruire un percorso istituziale attorno al brodetto, ma ha sottolineato l’importanza di non ridurre il riconoscimento a un’operazione formale. L’idea nasce da Confesercenti, che ha visto nel brodetto un elemento chiave per promuovere la cultura e l’economia locale.

Un’idea per valorizzare un prodotto e una manifestazione

La richiesta è arrivata da Paolo Biagiali, presidente provinciale dei Ristoratori Confesercenti Pesaro Urbino, e ha trovato il sostegno dell’amministrazione. «Un marchio deve servire ad aggiungere valore, a far crescere un prodotto e una manifestazione. Non deve essere un nome fine a sé stesso», ha spiegato Santorelli, aprendo alla possibilità di un percorso condiviso tra istituzioni, ristoratori, produttori e pescatori. L’obiettivo è creare un’identità riconoscibile, che metta in rete le realtà locali e promuova il brodetto come simbolo della cultura e dell’economia del territorio. «Se non mettiamo queste idee sulle gambe delle persone e delle realtà che devono portarle avanti, rischiano di restare soltanto sulla carta», ha avvertito Santorelli, sottolineando l’importanza di un progetto condiviso e sostenibile nel tempo. L’assessore ha ricordato il precedente della Moretta fanese, un prodotto riconosciuto dal Ministero, e ha espresso la convinzione che il lavoro congiunto tra istituzioni e comunità possa portare risultati concreti.

Un legame tra tradizione, cultura e economia

Il convegno, organizzato nell’ambito della 67ª Festa del Mare, ha visto la partecipazione di amministratori, studiosi e operatori economici. L’incontro ha riflettuto su come il patrimonio della marineria possa diventare una risorsa non solo per la memoria, ma anche per l’economia e il turismo. Il brodetto, nato dalla cucina povera dei pescatori, è diventato un elemento identitario della città, raccontando la storia delle famiglie marinare, del porto e del rapporto con il mare. La De.Co. potrebbe rappresentare un ulteriore strumento per tutelare e promuovere questa identità.

La proposta avanzata durante la Festa del Mare apre un confronto nuovo, ma il percorso è ancora da definire. L’amministrazione non esclude la De.Co., ma chiede che il riconoscimento venga costruito attorno a finalità precise. «Deve servire ad aggiungere valore, a far crescere il prodotto e la manifestazione. Non deve servire soltanto ad avere un nome o a complicarci la vita», ha aggiunto Santorelli. L’obiettivo è rafforzare la promozione turistica del brodetto, collegandolo al festival, alla ristorazione locale e al patrimonio culturale della marineria.

Il riferimento all’attenzione istituzionale sul piatto fanese è stato anche un tema centrale. Santorelli ha ricordato la presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida a Fano e la presentazione di un progetto al Ministero delle Politiche agricole. «Credo che su questo filone possiamo lavorare ancora molto – ha concluso – con le istituzioni e con tutta la filiera istituzionale, per cercare di portare a casa risultati concreti». La De.Co. potrebbe diventare un ulteriore passo per unire il brodetto, il festival e l’identità marinara di Fano.