Alessandro Impagnatiello condannato all’ergastolo, ma premeditazione esclusa
Confermato l’ergastolo per l’omicidio di Giulia Tramontano, ma esclusa la premeditazione nel processo d’appello.

Alessandro Impagnatiello, 31 anni, è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio della compagna Giulia Tramontano, ma la premeditazione è stata esclusa nel processo d’appello. La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha confermato la pena massima prevista dall’ordinamento italiano, ma ha modificato un aspetto chiave della sentenza di primo grado. La difesa aveva cercato di ridurre la pena, sostenendo che l’omicidio fosse avvenuto in un momento di “raptus” e non fosse stato pianificato. I giudici di secondo grado, però, hanno ritenuto che non ci fosse una premeditazione, anche se la condanna all’ergastolo rimane confermata.
Le implicazioni giuridiche della sentenza d’appello
La decisione della Corte d’Assise d’Appello di Milano ha avuto un impatto significativo sul caso, pur non modificando la pena finale. L’esclusione della premeditazione ha ridotto un elemento aggravante che era stato riconosciuto in primo grado. Questo ha portato a una riduzione della gravità del reato, ma non ha cambiato la condanna all’ergastolo. La difesa di Impagnatiello ha 45 giorni per decidere se presentare un ricorso in Cassazione, ma non potrebbe mettere in discussione la pena di morte. La Cassazione, infatti, non è un terzo grado di giudizio nel merito, ma un giudizio di legittimità.
La sentenza d’appello ha confermato l’ergastolo, ma ha escluso un aggravante chiave. Questo ha ridotto la gravità del reato, ma non ha modificato la pena massima. La difesa aveva sostenuto che l’omicidio fosse avvenuto in un momento di “raptus”, ma i giudici di secondo grado hanno ritenuto che non ci fosse premeditazione.
Il caso Tramontano e il dibattito sulla violenza di genere
L’omicidio di Giulia Tramontano, avvenuto il 27 maggio 2023, ha suscitato un forte dibattito in Italia. La 29enne, incinta di sette mesi, fu uccisa dal compagno Alessandro Impagnatiello nell’appartamento che condividevano a Senago, nel Milanese. Il corpo della donna fu dato alle fiamme e abbandonato in una zona boschiva. Il caso ha scosso l’opinione pubblica, diventando simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. Secondo i dati più recenti, in Italia viene uccisa una donna ogni tre giorni, nella maggior parte dei casi da partner o ex partner.
La famiglia di Giulia ha sempre sostenuto che l’omicidio fosse stato premeditato, considerando le numerose bugie raccontate da Impagnatiello nei mesi precedenti il delitto. La madre di Giulia, Chiara Tramontano, ha espresso dolore e delusione per l’esclusione della premeditazione, ma ha accolto con sollievo la conferma dell’ergastolo. La famiglia ha partecipato attivamente a iniziative in memoria di Giulia e del figlio non ancora nato, Thiago, trasformando il dolore in impegno sociale.
La famiglia ha sempre sostenuto che l’omicidio fosse premeditato, ma la sentenza d’appello ha escluso questa aggravante. La madre di Giulia ha espresso delusione, ma ha accolto con sollievo la conferma dell’ergastolo. La famiglia ha partecipato attivamente a iniziative in memoria di Giulia e del figlio non ancora nato, Thiago.
