Agricoltori trevigiani multati per uso non autorizzato dell’acqua: 200 sanzioni per siccità in Veneto
200 agricoltori trevigiani multati per uso non autorizzato dell’acqua, siccità e rischio per rubinetti delle case

—
La siccità ha scatenato un allarme in tutta la regione Veneto, con 200 agricoltori trevigiani già multati per aver usato l’acqua senza rispettare i turni stabiliti. L’emergenza idrica si fa sempre più preoccupante, con rischi concreti per l’approvvigionamento domestico. A TREVISO, il consorzio di bonifica Piave ha sanzionato i coltivatori per uso non autorizzato dell’acqua, con multe che possono arrivare a 500 euro. L’uso improprio dell’acqua per l’irrigazione ha aggravato la situazione, mettendo a rischio l’approvvigionamento per le case.
Emergenza idrica e uso non autorizzato dell’acqua
La siccità ha ridotto drasticamente la disponibilità d’acqua, con i livelli delle falde che segnalano un deficit del 59% a Castelfranco e del 64% a Mareno. L’apporto dall’area bellunese si è ridotto da 70 a soli 10 litri al secondo, un calo che ha messo in pericolo l’approvvigionamento per le comunità locali. Nonostante i divieti, alcuni agricoltori continuano a usare l’acqua per le colture intensive, alimentando un circolo vizioso che peggiora la situazione. Il consorzio di bonifica Piave ha rilevato numerose prese d’acqua fuori orario, con conseguenze dirette sull’equilibrio delle risorse idriche.
La collaborazione tra istituzioni e cittadini è fondamentale per affrontare l’emergenza. Il presidente del consorzio, Fabio Vettori, ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e cittadini per garantire la disponibilità dell’acqua anche nelle prossime settance. «Ats continuerà a fare la propria parte col massimo impegno, ma solo attraverso una collaborazione concreta con istituzioni e cittadini potremo affrontare questa emergenza», ha dichiarato. L’emergenza richiede una gestione responsabile, con l’obiettivo di preservare una risorsa indispensabile per tutta la comunità.
La situazione critica e le misure di emergenza
Il caldo record e la siccità hanno reso la situazione ancora più critica, con la Marca svegliata sotto una insolita coltre di nebbia “calda”. La temperatura ha raggiunto i 25 gradi, con un mix di afa e umidità che ha reso l’atmosfera estremamente pesante. L’emergenza idrica è già conclamata, e rischia di toccare anche i rubinetti delle case. L’ATS ha aumentato il prelievo dalle falde e ridotto le pressioni nelle condotte, ma senza piogge, i livelli si stanno abbassando in modo preoccupante. L’acqua usata per i campi non è sufficiente a ricaricare le falde, creando un circolo vizioso pericolosissimo.
La responsabilità di tutti è necessaria per preservare l’acqua. «È fondamentale che ciascuno faccia la propria parte», ha concluso Vettori. «Chiediamo ai Comuni di accompagnarci in questa azione di sensibilizzazione e ai cittadini di utilizzare l’acqua potabile con attenzione, evitando gli sprechi e limitando i consumi agli usi realmente necessari. Ogni comportamento responsabile contribuisce a preservare una risorsa indispensabile per tutta la comunità». L’appello si rivolge a tutti, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi e garantire l’approvvigionamento per le famiglie e le aziende agricole.
