Borse in rialzo per il calo del petrolio, ma i titoli tecnologici subiscono pressioni
Borse in rialzo per calo petrolio, tensioni sui titoli tecnologici e positivo sentiment

Le Borse europee hanno aperto la settimana con un rialzo moderato, sostenuto dal calo del prezzo del petrolio e dal miglioramento della situazione geopolitica. A Piazza Affari, il Ftse Mib ha sfiorato i 53.000 punti, con un incremento del 1,3%, grazie al recupero di titoli come Brunello Cucinelli, che ha guadagnato il 5%. Al contrario, alcuni titoli dei chip hanno accusato perdite, in particolare in Asia, a causa dell’effetto coreano che ha colpito i grandi gruppi tecnologici come Samsung e SK Hynix, entrambi in rosso del 9%. Il calo del petrolio ha anche influenzato negativamente Eni e Stm, che hanno chiuso in rosso.
Un sentiment positivo spinge verso il lusso e i titoli ciclici
Il sentiment positivo ha spinto gli investitori a privilegiare i titoli ciclici e del lusso, con un incremento significativo per aziende come Lvmh, EssilorLuxottica e Hermes. A Milano, inoltre, hanno registrato buoni guadagni Avio, Diasorin e Ferrari, mentre le banche hanno visto un incremento delle quotazioni, con Bper, Unicredit e Intesa Sanpaolo che hanno guadagnato rispettivamente il 3,2%, il 2,7% e il 2,4%. Il calo del petrolio ha avuto un effetto negativo su Eni, che ha perso il 1,2%, e su Stm, che ha chiuso in rosso del 0,85%.
Le altre Borse europee, come Parigi e Francoforte, hanno registrato un incremento del 1,2% e del 1,6%, rispettivamente, mentre Londra ha chiuso in rosso del 0,2%. Il Bitcoin, inoltre, ha riavvicinato i 64.000 dollari, segno di un miglioramento del sentiment globale. Il cambio euro-dollaro ha mantenuto un livello sopra l’1,15, mentre lo spread Btp Bund ha chiuso a 79 punti base, in calo rispetto ai 81 punti del precedente closing.
La manovra USA-Japonese e l’effetto sul mercato
La manovra USA-Japonese per fermare il deprezzamento dello yen ha avuto un impatto negativo sui mercati asiatici, con Tokyo che ha perso quasi l’1%. Il Tesoro USA, per la prima volta da 30 anni, ha condotto un’operazione coordinata con il Giappone per acquisire yen vendendo euro. Questo ha portato a un calo del petrolio Wti sotto gli 80 dollari al barile, con un calo del 5%, e al rialzo del gas naturale europeo. Il calo del petrolio ha influenzato positivamente il sentiment dei mercati, con un incremento del 1,3% per il Ftse Mib.
Sul Nasdaq, il sentiment positivo ha portato a un incremento del 2% per l’indice Nasdaq Composite, ma alcuni titoli strategici hanno registrato perdite significative, come Micron (-1%), Apple (-1,3%) e Nxp Semiconductors (-3%). In compenso, aziende come Amazon (+4,6%) e Microsoft (+4%) hanno visto un incremento delle quotazioni, grazie alle eccellenti trimestrali della settimana precedente. Meta, invece, ha guadagnato quasi il 7%, dopo che diverse banche d’investimento hanno rivisto al rialzo il prezzo obiettivo del gruppo di Zuckerberg.
Il calo del petrolio ha avuto un effetto positivo anche sui mercati asiatici, con un incremento del 1,3% per il Ftse Mib. Tuttavia, alcuni titoli tecnologici hanno subito pressioni, in particolare in Asia, a causa dell’effetto coreano che ha colpito i grandi gruppi tecnologici come Samsung e SK Hynix, entrambi in rosso del 9%. Il calo del petrolio ha anche influenzato negativamente Eni e Stm, che hanno chiuso in rosso.
