Romania esplosione roccia per deviare acqua del Danubio a reattore nucleare e evitare crisi energetica

Romania esplosione roccia per deviare acqua del Danubio a reattore nucleare e evitare crisi energetica

Operai romeni esplodono roccia per deviare acqua del Danubio a reattore nucleare, in mezzo a crisi energetica
Operai romeni esplodono roccia per deviare acqua del Danubio a reattore nucleare, in mezzo a crisi energetica

Operazione di emergenza per salvare reattore nucleare

La Romania ha eseguito un’esplosione controllata su una formazione rocciosa per deviare una maggiore quantità d’acqua del Danubio verso il reattore nucleare di Cernavoda, in un tentativo di evitare una crisi energetica. L’operazione, condotta dalla Marina romena, ha visto l’uso di quasi due quintali di esplosivo per aprire un percorso alternativo al fiume, riducendo il rischio di interruzione della produzione di energia. Il Danubio, colpito da una siccità estrema, ha visto il suo livello ridursi a un record storico, con conseguenze significative per la gestione delle centrali nucleari in Romania e in Ungheria.

La mancanza d’acqua ha costretto le centrali a ridurre la produzione, con la centrale di Paks in Ungheria operante al 10% della sua capacità. Il governo romeno ha annunciato che l’operazione permetterà di costruire una barragem temporanea per aumentare il flusso d’acqua verso il reattore rimanente di Cernavoda. L’intervento, completato entro la quarta-feira, è considerato una misura estrema ma necessaria per salvaguardare la produzione energetica.

Effetti della siccità su tutta l’Europa

La siccità e l’onda di calore che ha colpito l’Europa hanno ridotto il livello dei fiumi, causando preoccupazioni per l’approvvigionamento d’acqua, il trasporto fluviale e la generazione di energia. Il Danubio, il secondo fiume più lungo d’Europa, ha visto la sua portata ridursi di due terzi in alcuni tratti, con conseguenze dirette sulle infrastrutture e sull’ambiente. In Bulgaria, un battello da crociera è stato evacuato a causa del livello basso del fiume, mentre in Serbia la centrale idroelettrica di Djerdap 1 opera al 20% della sua capacità.

Operai romeni esplodono roccia per deviare acqua del Danubio a reattore nucleare, in mezzo a crisi energetica, immagine di approfondimento

Le autorità hanno chiesto ai cittadini di ridurre il consumo di energia, con misure volontarie adottate da aziende e famiglie per alleviare la pressione sul sistema elettrico. In Ungheria, il primo ministro Peter Magyar ha dichiarato che la centrale di Paks potrebbe continuare a funzionare con una capacità ridotta per altri due giorni, offrendo un sollievo temporaneo al sistema energetico nazionale. La crisi energetica ha avuto un impatto significativo sull’economia romena, con aziende come Dacia e Ford che hanno interrotto temporaneamente la produzione per ridurre il consumo di energia. Il governo ha annunciato che la misura ridurrà il consumo di circa 200 megawatt, contribuendo a stabilizzare la situazione. Inoltre, la farmacèutica Richter ha annunciato di ridurre il consumo di energia del 50% nei prossimi mesi, mettendo a disposizione 4 megawatt generati da un parco solare.

La situazione è considerata critica, ma le misure adottate stanno aiutando a mitigare i danni. La Romania e l’Ungheria dipendono sempre più da importazioni di energia, che però sono più costose, a causa dell’aumento della domanda legata al caldo estremo. Le autorità stanno monitorando la situazione con attenzione, cercando di trovare soluzioni a lungo termine per gestire la crisi energetica e l’effetto del cambiamento climatico.