ArteParco: un bosco in movimento tra arte e natura
ArteParco trasforma il Parco d’Abruzzo in un museo diffuso con installazioni che dialogano con la natura.

Un progetto che si evolve con il tempo
Nel Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, ArteParco si presenta come un’esperienza unica, in cui l’arte contemporanea si fonde con il paesaggio naturale. NATO nel 2018 da un’idea di Paride Vitale, imprenditore e comunicatore abruzzese profondamente legato alla sua terra, il progetto intreccia installazioni, letteratura, teatro e musica, mantenendo l’ambizione di trasformare il bosco in uno spazio di immaginazione e dialogo. ArteParco non interrompe il paesaggio, ma entra nel suo tempo lento. Oggi, il progetto si sviluppa lungo i sentieri C1 e C2, dove negli anni hanno trovato posto le opere di artisti come Marcantonio, Matteo Fato, Sissi, Valerio Berruti, Velasco Vitali e altri, che hanno trasformato la foresta in un museo diffuso.
Un’installazione che si trasforma con la natura
Tra le opere più significative, spicca Santa Rosalia, l’installazione dell’artista piemontese Hilario Isola. Realizzata in rame, questa riproduzione di un coleottero alpino, alta circa tre metri, è appoggiata sul tronco di un faggio vecchio di due secoli. La scelta del materiale e del luogo è simbolica: l’opera non cerca di resistere alla natura, ma accetta di trasformarsi insieme a essa. Con il passare degli anni, il metallo si ossiderà, cambierà colore e si confonderà con il bosco che lo ospita. L’idea è quella di un equilibrio in cui l’arte e la natura si integrano, ricordando che anche il più piccolo abitante della foresta può custodire il suo equilibrio.
Un’esperienza che si adatta al paesaggio
La trasformazione del paesaggio, con temperature che superano i 30 gradi anche a oltre i mille metri, ha reso necessario un approccio diverso. ArteParco si adatta al contesto, invitando a osservare ciò che normalmente sfugge. Il progetto, che si svolge a Pescasseroli, è accompagnato da Vincenzo Vitale, noto come “Mirino”, che da 40 anni lavora nel Parco e conosce ogni curva del sentiero. «Grazie ad ArteParco molti visitatori hanno scoperto questi percorsi», racconta. Il caldo, che oggi arriva a 34 gradi, ha reso evidente come il paesaggio stia cambiando, e il progetto cerca di rispondere a questa trasformazione con un linguaggio artistico che si fonda sulla memoria e sull’impegno.
Un dialogo tra arte, natura e tradizione
L’installazione di Isola non è solo un omaggio al mondo vegetale, ma anche una riflessione su una fragilità: quella dei mestieri e dei saperi destinati a scomparire. La realizzazione in rame, lavorato a mano come facevano un tempo i lattonieri, è un richiamo a una tradizione in via di estinzione. L’opera, che si fonde con il faggio, è un simbolo di economia circolare, in cui nulla viene sprecato e tutto torna a essere vita. Il progetto è sostenuto da una rete di istituzioni e imprese, tra cui il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Comune di Pescasseroli, la Regione Abruzzo, Bmw Italia, Gore-Tex® Brand, Bcc Roma e Generali, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il risultato è un’esperienza unica, in cui l’arte e la natura si incontrano in un dialogo continuo.
