L’ennesima tragedia sul Brenta: i sindaci chiedono più prevenzione
Altra vittima sul Brenta: sindaci chiedono maggiore prevenzione e sensibilizzazione

Un’altra tragedia sul fiume Brenta ha scosso la comunità di Fontaniva, in provincia di Padova. L’uomo, Peter Osaro, 34 anni, originario della Nigeria ma residente a Monticello Conte Otto, è morto dopo essere caduto in acqua in una zona frequentata del fiume, il Bacino Giaretta, condiviso con la municipalità di Carmignano. L’episodio, avvenuto sabato sera, ha lasciato sgomento e dolore, con i sindaci che hanno lanciato un appello per una maggiore prevenzione e sensibilizzazione. L’uomo era in compagnia di alcuni amici che, verso le 20, nel momento di far rientro a casa, si accorgono della sua assenza. Lo ritrovano in acqua, chiamano i soccorsi, ma all’arrivo del Suem non c’era nulla da fare. Era morto da un po’.
Prevenzione e informazione, chiave per la sicurezza
Il sindaco Alberto Trento ha espresso la sua vicinanza ai familiari e agli amici di Peter, sottolineando l’impossibilità di evitare il drammatico epilogo nonostante gli sforzi dei soccorritori. «La prevenzione e la prudenza possono salvare delle vite», ha dichiarato, ricordando che il fiume è una risorsa straordinaria del territorio, ma va affrontato con rispetto. I pericoli, spesso invisibili, come correnti e mulinelli, possono mettere in pericolo anche chi si sente sicuro. «Per questo ritengo fondamentale continuare a investire sulla prevenzione, sull’informazione e sulla sensibilizzazione», ha aggiunto il sindaco, che non è potuto andare personalmente sul posto per la distanza e la sua sede fuori città.
Cartelli e segnaletica, ma non sempre sufficienti
Accanto ai cartelli che indicano vari divieti, sulle rive del fiume, in questo caso a Fontaniva, ci sono le insegne che ricordano che è vietato andare in acqua. Tuttavia, nonostante la segnaletica, l’incidente è avvenuto. Il corso del Brenta è più ampio nel tratto padovano, che tocca Cittadella, Fontaniva, Grantorto, Piazzola sul Brenta e Campo San Martino, restringendosi a Curtarolo. Nel tempo si sono create aree molto belle dove trascorrere una giornata tra il verde, opzione più economica alle spiagge del mare. I residenti conoscono le insidie, indicate molto sinteticamente nei cartelli. Non pare un caso se le ultime vittime siano di origine straniera.
Cartelli anche in inglese e arabo ci sono nel ponte della Vittoria a Campo San Martino, dove c’è anche un salto d’acqua, dopo che ci sono state varie vittime. Il sindaco Dario Luigi Tardivo ha sottolineato che ogni tragedia che avviene lungo il Brenta impone una riflessione. «Il fiume è una risorsa straordinaria del nostro territorio, ma va affrontato con grande rispetto, perché può nascondere pericoli anche nei tratti che sembrano tranquilli», ha detto, aggiungendo che è fondamentale investire sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione. L’ex consigliere regionale leghista oggi con Futuro Nazionale Luciano Sandonà, residente nella cittadina, aveva chiesto la chiusura totale dell’area a seguito di numerosi morti.
La tragedia ha lasciato tutti senza parole e ha colpito profondamente la comunità. L’intera comunità è chiamata a unirsi nel silenzio, nel rispetto e nella solidarietà verso chi sta vivendo un dolore così grande. La prevenzione, l’informazione e la sensibilizzazione sono le chiavi per evitare futuri episodi simili. Il fiume, pur essendo una risorsa straordinaria, richiede una gestione attenta e responsabile, soprattutto in un contesto in cui i rischi non sono mai completamente esclusi.
