Befit sfrutta l’IA e la strategia internazionale per rivoluzionare il mercato fitness

Befit utilizza l’intelligenza artificiale e una strategia internazionale per offrire un’alternativa al personal trainer.

Due cofondatori di Befit discutono la strategia internazionale e l'uso dell'IA per personalizzare i programmi di allenamento
Due cofondatori di Befit discutono la strategia internazionale e l’uso dell’IA per personalizzare i programmi di allenamento

Un’alternativa al personal trainer

La startup brasiliana Befit sta conquistando il mercato del fitness grazie all’uso dell’intelligenza artificiale e a una strategia internazionale ben calibrata. L’app, lanciata nel 2025, si propone come alternativa al personal trainer, soprattutto per chi non può permetterselo o si sente perso in palestra. “Per l’americano medio, contrattare un personal trainer è quasi impossibile a causa del costo elevato, il che genera un maggiore coinvolgimento con l’app”, spiega Carlos Terceiro, cofondatore e leader del prodotto. La Befit si basa su un modello di hiperpersonalizzazione, in cui l’IA analizza i dati del singolo utente per creare programmi di allenamento su misura. La proposta di valore non è sostituire il personal trainer, ma offrire un’alternativa a chi non può permetterselo e si sente perso in palestra.

Un’esperienza globale

La strategia internazionale ha dimostrato di essere un fattore chiave per il successo della Befit. L’app è disponibile in tre lingue – portoghese, inglese e spagnolo – e presto saranno aggiunte altre, tra cui tedesco, francese e italiano. “La strategia internazionale si è rivelata molto efficace”, afferma Claret Sabioni, cofondatore e CEO. I dati di maggio mostrano che il 35% degli utenti si trova fuori dal Brasile, con un focus particolare sugli Stati Uniti, dove si concentra la metà della base internazionale. La ricetta proveniente da questi paesi, pagata in dollari, rappresenta quasi la metà del fatturato totale (49%) e in precedenza era la fonte principale di finanziamento. La strategia internazionale si basa sul fatto che l’attività fisica segue principi e metodi comuni a molti paesi, riducendo la necessità di adattamenti specifici.

La Befit ha registrato un aumento significativo degli iscritti negli ultimi mesi. Dopo aver raggiunto 24mila abbonati nel primo anno di attività, la base utenti è cresciuta del 295%, raggiungendo 95mila iscritti. “Il mercato fitness è gigantesco nel Brasile, con una competizione frammentata nel settore degli app”, spiega Sabioni. L’app si distingue per l’approccio all’IA, che è stata integrata fin dall’inizio, a differenza di molti concorrenti che hanno aggiunto questa funzione in seguito. “L’IA è stata addestrata su un insieme di dati raccolti durante la fase iniziale, che includevano l’anamnesi del paziente”, spiega Terceiro.

La Befit non si propone come sostituto del personal trainer, ma come una soluzione accessibile per chi non può permetterselo. “La proposta di valore non è sostituire il personal trainer, ma offrire un’alternativa a chi non può permetterselo e si sente perso in palestra”, afferma Terceiro. L’app si basa su un modello di hiperpersonalizzazione, in cui l’IA analizza i dati del singolo utente per creare programmi di allenamento su misura. “Quanto più informazioni sono disponibili, maggiore è la capacità dell’IA di pianificare esercizi personalizzati”, spiega Sabioni. L’obiettivo è non ripetere un rituale comune, come la matricola in palestra con l’intenzione di rimanere in forma e non tornare mai più. La Befit cerca di evitare questa dinamica, offrendo un’esperienza più sostenibile e personalizzata.