Processo Turetta, la Procura non rinuncia al ricorso in appello per il femminicidio

La Procura di Venezia non abbandona la richiesta di ergastolo per il femminicidio di Giulia Cecchettin, nonostante l’imputato abbia annunciato la rinuncia al ricorso.

Processo Turetta, la Procura non rinuncia al ricorso in appello per il femminicidio
Processo Turetta, la Procura non rinuncia al ricorso in appello per il femminicidio

Il processo per il femminicidio di Giulia Cecchettin, avvenuto nel 2025, ha visto un nuovo sviluppo. L’imputato, Filippo Turetta, ha annunciato di voler rinunciare al ricorso in appello, ma la Procura di Venezia non abbandona la richiesta di ergastolo, puntando a ottenere il riconoscimento delle aggravanti di crudeltà e stalking, escluse in primo grado. La famiglia della vittima, tramite i propri legali, ha ribadito la posizione tenuta finora, esprimendo rammarico per il mancato riconoscimento delle aggravanti durante il primo processo. La Procura intende contestare le aggravanti non riconosciute, pur riconoscendo la legittimità della scelta dell’imputato.

La rinuncia di Turetta e il pentimento

Nella lettera in cui ha annunciato la rinuncia al ricorso in appello, Turetta ha espresso un “sincero pentimento”, dichiarando di voler pagare per aver sequestrato e ucciso l’ex fidanzata con 75 coltellate. Dopo aver abbandonato il cadavere nelle vicinanze del lago di Barcis, l’imputato era fuggito in auto fino in Germania. La sua decisione, pur legittima, ha suscitato commenti di sorpresa da parte della famiglia della vittima, che ha ribadito la posizione di non accettare il mancato riconoscimento delle aggravanti.

La Procura non abbandona la richiesta di ergastolo

La Procura generale, attraverso il processo di secondo grado, intende contestare le aggravanti di crudeltà e stalking, non riconosciute nel primo grado. La famiglia di Giulia Cecchettin, tramite i propri legali, ha espresso rammarico per il mancato riconoscimento delle aggravanti, sottolineando l’importanza di un giudizio completo. La prima udienza del processo di secondo grado era stata programmata per il 14 novembre, e la Procura di Venezia ha confermato che il processo si terrà comunque, nonostante la rinuncia dell’imputato.

Il processo, che ha visto l’imputato dichiarare di voler accettare l’ergastolo, continua a seguire una linea di approfondimento delle circostanze del delitto. La Procura, con il sostegno della famiglia della vittima, punta a ottenere un giudizio che tenga conto delle condotte di violenza e stalking che hanno portato al femminicidio. La decisione di Turetta di rinunciare al ricorso, pur essendo legittima, non ha fermato la prosecuzione del processo, che si svolgerà in un contesto sempre più sensibile per il tema del femminicidio.

La Procura di Venezia, attraverso il processo di secondo grado, intende garantire un giudizio completo e equo, in linea con le richieste della famiglia della vittima e con le normative vigenti. La situazione rimane in attesa del 14 novembre, quando si terrà la prima udienza del processo, con l’obiettivo di chiarire le circostanze del delitto e valutare le aggravanti che potrebbero influire sulla condanna.

La Procura non abbandona la richiesta di ergastolo

La famiglia della vittima esprime rammarico per il mancato riconoscimento delle aggravanti