MacKenzie Scott dona 26 miliardi in pochi anni, rompendo il modello della filantropia lenta
MacKenzie Scott dona 26 miliardi in pochi anni, rompendo il modello della filantropia lenta.

MacKenzie Scott, ex moglie del fondatore di Amazon Jeff Bezos, ha donato 26 miliardi di dollari in un breve periodo, rompendo il modello tradizionale della filantropia lenta. Mentre molti miliardari si attardano nel processo di donazione, Scott ha scelto un approccio rapido e diretto, mettendo in discussione le abitudini di una classe sociale che, secondo i dati, non ha aumentato la percentuale delle donazioni rispetto al proprio patrimonio. La sua strategia ha suscitato attenzione e lode, anche se non è del tutto condivisa da tutti.
Un modello diverso di filantropia
La filantropia tradizionale, come sottolinea Bridgespan, un’azienda di consulenza per il settore non profit, è spesso lenta e inefficiente. Mentre i miliardari si concentrano su overhead e sprechi, Scott ha scelto un approccio basato sulla fiducia e sulla libertà di utilizzo dei fondi. Questo metodo, detto “filantropia basata sulla fiducia”, permette alle organizzazioni di decidere come spendere i fondi senza restrizioni. Noni Ramos, CEO del Housing Trust Silicon Valley, ha espresso apprezzamento per questa pratica, sottolineando come permetta una risposta rapida e innovativa a problemi urgenti.
La sua filantropia non si limita a numeri, ma si basa su una visione diversa del dono. Scott ha dichiarato che il suo approccio è pensieroso, ma non si ferma. “Non aspetterò e continuerò finché il fondo non sarà vuoto”, ha scritto nel 2019. Questo atteggiamento ha reso la sua filantropia un caso unico, ma anche un esempio di come il modello tradizionale possa essere superato.
Un’eccezione tra i miliardari
Scott si distingue come una figura rara tra i miliardari, non solo per l’importo delle sue donazioni, ma anche per la velocità con cui le effettua. Mentre la maggior parte dei miliardari dona una percentuale costante del loro patrimonio, Scott ha ridotto questa percentuale nel tempo, dimostrando un impegno costante. Il suo approccio ha suscitato l’attenzione di figure come Melinda French Gates, che ha espresso apprezzamento per la sua prontezza e la sua capacità di agire senza attendere. Tuttavia, non tutti la condividono: Elon Musk ha espresso un’opinione negativa, considerandola una minaccia per il mondo.
La sua strategia ha reso più visibile il potere delle donne nel settore. La sua filantropia non si limita a numeri, ma si basa su una visione diversa del dono. Scott ha dichiarato che il suo approccio è pensieroso, ma non si ferma. “Non aspetterò e continuerò finché il fondo non sarà vuoto”, ha scritto nel 2019. Questo atteggiamento ha reso la sua filantropia un caso unico, ma anche un esempio di come il modello tradizionale possa essere superato.
Secondo Jeffrey Bradach, cofondatore di Bridgespan, la filantropia lenta è un problema diffuso tra i miliardari. L’idea che i donatori non si preoccupino del tempo impiegato a decidere dove e come spendere i fondi è un fattore chiave. Scott, invece, ha scelto di agire senza attendere, riducendo i tempi e aumentando l’efficacia. Il suo modello potrebbe ispirare un cambiamento nella filantropia, anche se non è facile da replicare. Nonostante le lodi, il suo approccio non è senza critiche. Alcuni sostengono che la velocità potrebbe portare a decisioni non ben ponderate, mentre altri vedono in essa un’alternativa necessaria a un sistema che non si adatta ai tempi moderni. La sua storia, tuttavia, rimane un esempio di come un miliardario possa scegliere di donare non solo per il profitto, ma per un impatto reale e immediato.
