La “Ice Cream Valley” del bolognese: un’industria che fa gelato in tutto il mondo
Bologna, la “Ice Cream Valley” produce macchinari per gelato esportati in tutto il mondo.

Un’industria che fa gelato in tutto il mondo
Da quasi cento anni, nel territorio bolognese, si producono macchinari innovativi per la fabbricazione del gelato, esportati in tutto il mondo. Questa specializzazione ha dato origine al soprannome “Ice Cream Valley”, una variazione del concetto di Silicon Valley, ma dedicata al settore del gelato. Le macchine prodotte a Bologna vengono utilizzate in gelaterie e laboratori in ogni parte del mondo, da New York a Tokyo. La competenza in questo settore ha reso il territorio un punto di riferimento internazionale per l’industria del gelato.
La produzione di macchine per il gelato ha radici profonde nel bolognese. La storia inizia con l’apertura nel 1946 dell’azienda Carpigiani, che oggi detiene più di un terzo del mercato mondiale delle macchine per la produzione di gelato. L’azienda fu fondata da due fratelli, Bruto e Poerio, che lavoravano nell’azienda ACMA di Bologna. Subito dopo la fine della guerra, Bruto prototipò la macchina passata alla storia come “autogelatiera”, un innovativo mantecatore con una spatola centrale a forma elicoidale che amalgamava gli ingredienti in modo omogeneo.
Un patrimonio culturale e tecnologico unico
Nel 1911, fu pubblicato uno dei primi trattati moderni di gelateria, scritto da uno storico gelatiere bolognese, Enrico Giuseppe Grifoni, soprannominato il “Pellegrino Artusi” del gelato. Il trattato spiegava le diverse fasi di lavorazione del gelato e raccolse alcune ricette. Grifoni aveva anche una sua bottega in centro a Bologna, frequentata da clienti altolocati e persone famose dell’epoca, come il poeta Giosuè Carducci. La prima macchina automatica per la produzione del gelato fu la “motogelatiera”, progettata nel 1927 da Otello Cattabriga, che aveva lavorato per anni in una fabbrica di macchine per la pasta. La motogelatiera era in pratica una macchina con una spatola che riproduceva il movimento manuale del gelataio, staccando il gelato congelato dalle pareti del cestello e rimescolandolo continuamente. Da subito l’invenzione ebbe successo e queste macchine iniziarono a essere acquistate nelle fiere di tutta Europa.
La produzione di macchine per il gelato è cresciuta di pari passo con lo sviluppo dell’industria meccanica. Dopo la crisi della produzione della seta, tra Ottocento e inizio Novecento, Bologna diventò un centro importante per la fabbricazione di macchine automatiche, con operai e ingegneri specializzati. Nel 1844 nacque l’istituto tecnico Aldini Valeriani, poi diventato rinomato; nel 1914 aprì la Maserati, che inizialmente era un’officina meccanica; tra il 1923 e il 1924 vennero fondate due importanti aziende specializzate nella produzione di macchine automatiche, la GD e l’ACMA (Azienda Costruzioni Macchine Automatiche).
A Bologna c’è Fabbri, che oltre alle famose amarene produce ingredienti per il gelato. Proprio a Rimini, ogni anno, dal 1980, viene organizzata la più grande fiera al mondo del gelato, la Sigep World, che nel 2026 ha avuto 200mila visitatori e circa 1.300 espositori. L’eccellenza di Bologna fa parte di un mercato delle macchine e delle attrezzature per il gelato che in Italia, nel 2025, valeva 697 milioni di euro. Circa il 70 per cento di ciò che viene prodotto in questo settore viene esportato all’estero, in particolare in Asia e in Sud America.
