Hera chiude primo semestre con utile in crescita del 16% e investimenti record
Hera annuncia un utile netto adjusted in aumento del 16% e investimenti record per 650 milioni nel primo semestre 2026

Un semestre positivo per Hera: utile in crescita e investimenti in aumento
Hera ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto adjusted di 227,6 milioni di euro, in aumento del 15,8% rispetto allo stesso periodo del 2025. La società ha accelerato gli investimenti, che hanno raggiunto i 652,5 milioni di euro, un incremento del 56% rispetto al 2025. Il gruppo ha registrato un calo dei ricavi, ma ha migliorato i margini e la redditività grazie al buon andamento delle principali aree di business. Il margine operativo lordo adjusted è salito a 715,5 milioni di euro, in aumento del 7,5% rispetto al 2025.
La crescita del margine operativo lordo è stata sostenuta dal buon andamento delle attività di Reti, Energia e Ambiente. La divisione Reti ha generato un margine operativo lordo di 284,9 milioni di euro, in crescita del 5,8%, mentre i segmenti Energia e Ambiente hanno registrato un aumento del 15,3% e del 1,8%, rispettivamente. Il rapporto tra Mol e ricavi è salito all’11%, dal 10% dello scorso anno, con il 65% del Mol complessivo generato dalle filiere infrastrutturali Reti e Ambiente.
Investimenti in forte accelerazione e focus su infrastrutture e sostenibilità
Hera ha destinato complessivamente 652,5 milioni di euro agli investimenti nel primo semestre 2026, con una crescita del 56% rispetto al 2025. Gli investimenti operativi hanno raggiunto 510,5 milioni di euro (+23,3%), mentre 142 milioni sono stati utilizzati per operazioni di M&A, tra cui l’acquisizione di Sostelia e Sea. L’aumento degli investimenti è stato sostenuto da una solida generazione di cassa operativa, superiore ai 700 milioni di euro nel semestre.
Le risorse sono state indirizzate al rafforzamento delle infrastrutture, alla resilienza degli asset gestiti e alla transizione digitale e ambientale. La società ha puntato su una crescita sostenibile, con un focus su progetti di sviluppo che hanno già raggiunto gli obiettivi previsti per il 2026. Il gruppo ha anche rafforzato il proprio posizionamento sul fronte della sostenibilità, con l’inclusione del titolo nel FTSE4Good Index Series per il settimo anno consecutivo e il primo posto nell’Esg Identity Corporate Index 2026.
Debito sotto controllo e spazio per nuove opportunità di crescita
L’aumento degli investimenti è stato accompagnato da un incremento del debito finanziario netto, che si è attestato a 4,25 miliardi di euro, contro i 3,94 miliardi di fine 2025. Il rapporto debito netto/Mol si è mantenuto a 2,75 volte, un livello che la società ritiene confermi la solidità patrimoniale e lasci spazio a nuove opportunità di crescita. Il Roi adjusted si è attestato al 9,4%, mentre il Roe adjusted ha raggiunto il 10,9%, nonostante gli investimenti di sviluppo non abbiano ancora espresso pienamente il loro contributo ai risultati. La solidità della struttura patrimoniale evidenzia spazio per cogliere ulteriori opportunità di crescita. L’amministratore delegato Orazio Iacono ha commentato i risultati, sottolineando la capacità del gruppo di trasformare la crescita operativa in maggiore redditività. La società punta a proseguire nel secondo semestre il potenziamento delle proprie infrastrutture e a cogliere nuove opportunità di sviluppo.
Un contesto macroeconomico incerto ma risultati in miglioramento
Nonostante un contesto macroeconomico caratterizzato da persistenti elementi di incertezza, Hera ha conseguito risultati economico-finanziari in ulteriore miglioramento rispetto allo stesso periodo del 2025. Senza l’effetto dell’addizionale Irap, il risultato si sarebbe attestato a circa 232 milioni di euro, in linea con le attese degli analisti. La società ha anche confermato il proprio posizionamento sul fronte della sostenibilità, con un Mol a valore condiviso salito a 435 milioni di euro, pari al 59,9% del Mol complessivo.
- Utile netto adjusted: 227,6 milioni (+15,8%)
- Investimenti: 652,5 milioni (+56%)
- Ricavi: 6,49 miliardi (-3%)
- Margine operativo lordo adjusted: 715,5 milioni (+7,5%)
