Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre con utile netto a 5,6 miliardi, stime 2026 alzate a oltre 10 miliardi
Intesa Sanpaolo annuncia un utile netto semestrale di 5,6 miliardi, con previsioni per il 2026 al di sopra dei 10 miliardi. Messina: con Mps profitti superiori a 16 miliardi nel 2029.

Un semestre di crescita e distribuzione di valore
Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo semestre 2026 con un utile netto di 5,6 miliardi di euro, in aumento del 6,5% rispetto al periodo precedente. Il risultato, presentato durante l’ultimo comunicato, conferma una solidità finanziaria e una capacità di generare valore per gli stakeholder. La banca ha migliorato le stime per l’anno in corso, portando l’obiettivo di utile netto a oltre 10 miliardi di euro. Questo incremento riflette una gestione efficiente e una strategia di distribuzione di valore che si basa su un payout ratio del 95% per il 2026, con un mix di dividendi cash e buyback.
La distribuzione agli azionisti ha raggiunto i 5,3 miliardi nel semestre, con un focus su dividendi cash e buyback. Nel solo secondo trimestre, l’utile netto si è attestato a 2,79 miliardi, superando nettamente le aspettative degli analisti che prevedevano un risultato di 2,52 miliardi. La banca ha avviato un buyback di 2,3 miliardi di euro a luglio 2026, ulteriore strumento per restituire valore al mercato. Il Common Equity Tier 1 ratio, al netto della distribuzione e del buyback, si attesta al 13,1%, con un beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive che porta il tasso a 13,8%.
Un piano di crescita e una visione a lungo termine
La banca guidata da Carlo Messina ha espresso ottimismo sul futuro, sottolineando la capacità di operare in ogni scenario e di realizzare una creazione e distribuzione di valore sostenibile. L’obiettivo di utile netto per il 2026, migliorato a oltre 10 miliardi, riflette una strategia di crescita che si basa su una gestione attenta del rischio e su una forte redditività. Inoltre, Messina ha annunciato una previsione di profitti superiori a 16 miliardi di euro per il 2029, in caso di integrazione con il Monte dei Paschi di Siena.

La collaborazione con Mps potrebbe portare a un gruppo più solido e profittevole, con un piano di espansione a 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie entro il 2029. L’obiettivo è di raggiungere una leadership nei settori del credito al consumo, del wealth management e del corporate & investment banking, con un focus su una crescita internazionale sostenibile. La banca ha anche previsto un aumento del dividendo per azione a partire dal 2026, ulteriore segnale di fiducia nel futuro del gruppo.
La gestione del rischio e la redditività sono state ulteriormente confermate dai dati del primo semestre, con un costo del rischio annualizzato a 20 centesimi di punto e un calo dei costi operativi dello 0,7%. I ricavi sono rimasti stabili a circa 4,6 miliardi, con un incremento significativo nel secondo trimestre. L’EBITDA ha raggiunto 350 milioni, in aumento del 12,5% rispetto al periodo precedente, con un margine di circa il 7,6%. La posizione finanziaria netta adjusted a debito si attesta a 756 milioni, in forte miglioramento rispetto al dato di fine 2025.
