Sublime a Milano: una pizza che non è romana né napoletana, ma che cerca una sua identità

A Milano nasce una nuova idea di pizza, che unisce elementi romani e napoletani per creare una versione contemporanea. Il progetto di Fortunato Pagano si basa su ricerca e attenzione ai fornitori.

Sublime a Milano rappresenta una svolta nella tradizione della pizza italiana. Non è una pizzeria romana né napoletana, ma un progetto che cerca di creare una nuova identità, unendo elementi di entrambe le scuole e adattandoli a una realtà milanese contemporanea. Il progetto, realizzato da Fortunato Pagano e i suoi soci, si basa su una ricerca approfondita, un attento lavoro di sperimentazione e una scelta di fornitori coerenti con i valori del brand. L’apertura, avvenuta il 11 ottobre 2026, segna l’inizio di un’esperienza gastronomica che punta su qualità, design e servizio curato.

Un’esperienza che va oltre la pizza

Sublime non si limita alla pizza. L’ambiente, progettato per offrire comfort e eleganza, è un mix di legno di ciliegio, velluto aranciato e dettagli in ottone. L’atmosfera è informale ma sofisticata, con un’attenzione particolare al servizio e alla comunicazione. Il locale include anche un cocktail bar, che interpreta la tradizione meneghina dell’aperitivo con una mixology contemporanea. Tra le creazioni figurano il Verde Sublime, il Sicilian Rusty e il Negroni del Barbiere. La sfida di Sublime è quella di trasformare una sintesi tra tradizione romana e napoletana in qualcosa che possa essere riconosciuto come una nuova espressione milanese. Non si tratta di cancellare le origini, ma di metterle insieme in modo nuovo, per creare un prodotto che sia contemporaneo, internazionale e curioso. Questo è il risultato di un progetto che ha scelto di prendersi il tempo necessario per diventare ciò che voleva essere.

Un percorso di tre anni per un progetto maturo

Fortunato Pagano, uno dei fondatori del progetto, ha spiegato che l’idea di Sublime è nata dopo circa tre anni di lavoro, durante i quali è stato possibile sperimentare, migliorare e testare ogni aspetto del locale. «Ho sempre detto: cominceremo a comunicare quando saremo davvero pronti», ha sottolineato. Questa scelta, pur controcorrente rispetto a un mercato che spesso privilegia la comunicazione precoce, è stata motivata dalla convinzione che un prodotto non debba mai superare le aspettative reali. La qualità, il servizio e l’esperienza sono i pilastri su cui si fonda il progetto.

La scelta dei fornitori è stata altrettanto importante. Non si tratta solo di qualità del prodotto, ma anche di affinità di valori e visione. Pagano ha spiegato che la coerenza è un concetto chiave, tanto nel lavoro di squadra quanto nella scelta dei partner. «Quando sei tu a fare le scelte ti accorgi che la coerenza paga», ha osservato. Questo approccio ha portato alla collaborazione con il Molino Pasini, un’azienda che condivide i valori del progetto.

La pizza di Sublime non si pone nell’ambito delle tradizioni classiche, ma cerca di creare una versione moderna, che unisca la croccantezza romana con la morbidezza napoletana. L’impasto, realizzato con farine selezionate e sottoposto a una lunga lievitazione, è il cuore del progetto. La ricerca ha portato alla definizione del “Codice Sublime”, un insieme di otto principi che guidano la scelta degli ingredienti e la preparazione del prodotto. L’obiettivo non è replicare una tradizione già codificata, ma costruire una nuova identità, che si adatti al contesto milanese.