Stalking e relazioni estive: la Cassazione chiede spiegazioni ai giudici
La Cassazione chiede ai giudici di spiegarsi su relazioni estive e aggravanti dello stalking.
La Cassazione ha accolto il ricorso di una donna condannata per atti persecutori, ma ha anche messo in luce un problema di motivazione da parte dei giudici di merito. La sentenza n. 35232 del 2 ottobre 2026 ha rigettato l’aggravante dello stalking per la brevità della relazione affettiva, ma non ha detto che una storia estiva non basti a far scattare l’aggravante. Al contrario, ha sottolineato che i giudici d’appello non hanno spiegato perché, in quel caso, non lo fosse. La sentenza ha anche rigettato la richiesta di risarcimento per la perdita dei capelli, sottolineando che il danno biologico deve essere provato con un nesso causale.
Relazioni estive e aggravanti dello stalking
La sentenza ha chiarito che l’aggravante dello stalking non dipende solo dalla durata della relazione, ma anche dal legame affettivo tra le parti. La Cassazione ha sottolineato che la legge prevede un aumento di pena se il reato è commesso da una persona che, agli occhi della vittima, era una figura di fiducia. La relazione estiva, pur breve, ha creato un legame affettivo che ha reso il reato più grave. La Corte ha anche ricordato che la distanza nel tempo non esclude l’aggravante, poiché la norma si riferisce a chi è stato legato alla vittima.
La Cassazione ha sottolineato che l’aggravante non dipende solo dalla durata della relazione, ma anche dal legame affettivo.
Un altro aspetto della sentenza riguarda il risarcimento del danno biologico legato alla perdita dei capelli. L’uomo aveva chiesto un risarcimento, sostenendo che lo stress delle molestie aveva causato la caduta dei capelli. La Cassazione ha però sottolineato che il danno biologico deve essere provato con un nesso causale tra la condotta illecita e l’evento dannoso. Senza questa prova, la richiesta di risarcimento non può essere accolta.
Le implicazioni per chi subisce molestie
La sentenza ha anche fornito una lezione per chi subisce molestie: contestare in Cassazione la relazione affettiva non è utile se i giudici di merito l’hanno accertata. Tuttavia, contestare il modo in cui l’aggravante è stata applicata può funzionare, purché la risposta d’appello sia sufficientemente motivata. La Cassazione ha anche sottolineato che le regole semplici, come “le storie brevi non contano”, non sono sempre applicabili.
La Cassazione ha rifiutato le scorciatoie e ha chiesto ai giudici di guardare i fatti con attenzione.
Per chi subisce molestie, la sentenza rappresenta un monito: la relazione affettiva, anche breve, può influire sull’aggravante dello stalking. Tuttavia, il danno biologico deve essere provato con certezza. La Cassazione ha anche messo in luce l’importanza di documentare i danni, non solo per il risarcimento, ma anche per la giustizia. La sentenza ha quindi fornito un chiarimento su come applicare la legge e come motivare le decisioni dei giudici.
