L’approvazione dell’e-HEFA come e-SAF potrebbe danneggiare la transizione energetica europea

L’approvazione dell’e-HEFA come e-SAF potrebbe danneggiare la transizione energetica europea e ostacolare l’industria green.

L’industria del petrolio e del gas, invece di accelerare gli investimenti per evitare la potenziale carenza di e-SAF e rispettare gli obblighi, ha proposto un trucchetto contabile: permettere di ricollocare parte della produzione di biofuel come e-fuel, con l’excuse che in alcuni casi si utilizza idrogeno verde nel processo produttivo. Questa strategia potrebbe danneggiare la transizione energetica europea e ostacolare l’espansione di un mercato green in crescita.

Un trucchetto contabile che mina la transizione energetica

Secondo il regolamento ReFuelEU, i fornitori di carburante aereo devono soddisfare un sottobeneficio dedicato che richiede un crescente share di carburante sintetico per l’aviazione (e-SAF), ovvero SAF prodotto da idrogeno verde combinato con CO2 catturata, a partire dal 2030. Nonostante questa obbligazione sia nota da anni, la maggior parte dei fornitori di carburante non ha sviluppato capacità produttive di e-SAF né ha fatto investimenti significativi o accordi di acquisto con produttori esterni di e-fuel. Questo approccio non solo mette a rischio la capacità dell’UE di raggiungere gli obiettivi stabiliti, ma potrebbe anche danneggiare la credibilità del regolamento principale sull’ambiente dell’aviazione. L’approvazione dell’e-HEFA come e-SAF potrebbe ostacolare i 40 progetti in corso in Europa, che necessitano di supporto per espandersi. Inoltre, potrebbe favorire i fornitori di carburante che non hanno investito, permettendogli di guadagnare profitti senza dover affrontare i costi di transizione.

Questo scenario mette in pericolo l’integrità ambientale del regolamento e la capacità dell’UE di competere con la Cina in termini di industria green.

Un chiarimento legale per salvaguardare l’industria green

Transport & Environment (T&E) propone di chiarire il quadro normativo, escludendo esplicitamente i RFNBO utilizzati come input intermedio nella produzione di biofuel, sia attraverso la idrotreating HEFA che il co-processing, dal calcolo dell’output RFNBO. Questo chiarimento potrebbe chiudere l’ambiguità legale attuale, evitare le interpretazioni inconsistenti da parte dei sistemi di certificazione e garantire che l’obiettivo del sottobeneficio e-SAF continui a stimolare gli investimenti nella produzione di e-fuel.

La T&E sottolinea che le sanzioni per la non conformità sono direttamente conseguenti al mancato investimento proattivo da parte dei fornitori di carburante, nonostante i segnali regolatori chiari. È necessario accelerare la messa in atto di meccanismi chiave, come gli asta doppia del Early Movers Coalition, per supportare l’espansione del mercato green in Europa. Questo approccio potrebbe anche legare l’UE a fonti limitate e importate di oli e grassi usati, ostacolando la transizione verso una produzione sostenibile. L’approvazione dell’e-HEFA come e-SAF potrebbe quindi non solo danneggiare la transizione energetica, ma anche ridurre la capacità dell’UE di competere a livello globale nel settore delle energie rinnovabili.