Roma inaccessibile: Carocci denuncia crisi abitativa e politica
Carocci critica politiche abitative e urbanistiche di Roma, denuncia abbandono della città e chiede responsabilità.
Valerio Giuseppe Carocci, presidente della Fondazione Piccolo America, ha espresso preoccupazione per la crisi abitativa e le politiche urbanistiche di Roma, definendo la città “inaccessibile” per le nuove generazioni. In una lettera aperta al direttore di RomaToday, Carocci ha sottolineato come i prezzi di affitto e acquisto siano diventati inarrivabili, rendendo difficile per i cittadini rimanere nella città in cui sono cresciuti. La sua critica si estende anche ai confini tra comunicazione istituzionale e giornalismo, chiedendo un interrogatorio su scelte che stanno trasformando Roma in un luogo sempre più gentrificato e distante dal tessuto sociale.
Politiche urbanistiche e abbandono della città
Carocci ha denunciato come le politiche urbanistiche siano state guidate da logiche di mercato, trasformando spazi storici in centri commerciali, alberghi e parcheggi. L’ex deposito AMA della Montagnola, l’ex caserma Guido Reni e gli ex Mercati Generali sono solo alcuni esempi di una direzione che ha portato a territori sempre più omologati. La tutela del 70% della superficie a uso socioculturale su tutte le ex sale cinematografiche, seppur non risolutiva, è risultato di quattordici anni di vertenze. Tuttavia, Carocci ha sottolineato che il resto delle norme tecniche approvate allarga i negozi della città storica e permette il consumo di spazi che dovrebbero essere accessibili a tutti.
La giunta Gualtieri ha utilizzato l’emergenza per riposizionarsi e spogliarsi delle proprie responsabilità. L’incendio di Spin Time, avvenuto il 29 luglio, ha colto impreparato il Campidoglio, che aveva ignorato una situazione dichiarata emergenziale già in epoca Raggi. L’amministrazione non ha saputo né voluto risolvere la situazione, nonostante i fondi speciali del Giubileo e del PNRR.
Un campo sociale in crisi
La Fondazione Piccolo America, nata tra le fila dei cortei studenteschi e per il diritto all’abitare, ha visto la sua visione di una Roma più equa e umana abbandonata. Carocci ha rivelato che il Campidoglio ha sottoscritto una visione di Roma messa a concorso da tre gestori di fondi, senza riconoscere il ruolo delle comunità locali. La Fondazione Piccolo America non presenterà alcuna lista elettorale, ma rimarrà nel campo sociale a lottare per una Roma più accessibile.
Non si può parlare di diritto all’abitare senza assumersi la responsabilità di aver abbandonato la città. Carocci ha chiesto un netto cambiamento ai partiti di maggioranza, sottolineando che la città è ad affogare tra affitti brevi e studentati di lusso. La Fondazione Piccolo America rimane un’entità attiva nel campo sociale, pronta a mobilitarsi per un cambiamento. Carocci ha anche denunciato l’ignoranza del Campidoglio nei confronti dei focolai ambientali, come il taglio degli alberi, e ha sottolineato come l’emergenza sia stata rafforzata dall’estate più calda e difficile di sempre. L’appello “Per chi è Roma?” lanciato da Nonna Roma il 3 luglio, sottoscritto da oltre 700 firme, è stato una notizia di valore politico senza precedenti, ma nessun quotidiano l’ha rilanciata.
La Fondazione Piccolo America, pur non presentando liste elettorali, rimane un’entità attiva nel campo sociale, pronta a mobilitarsi per un cambiamento. Carocci ha chiesto a Roberto Gualtieri e alla sua giunta di chiarire la visione di Roma, sottolineando che è tempo di una nuova traiettoria che riveda le politiche di questi anni e i grandi progetti, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze di chi vive i territori. Solo così l’interesse pubblico tornerà a essere davvero l’interesse collettivo.
