Wang Hong, la matematica cinese che ha scosso il dibattito sull’istruzione
Wang Hong, matematica cinese vincitrice del Fields Medal, racconta la sua esperienza universitaria e scuote il dibattito sull’istruzione.

Una stella della matematica che ha scosso il dibattito
Wang Hong, 35 anni, è la prima donna cinese a vincere il Fields Medal, il più prestigioso riconoscimento mondiale per la matematica. La sua candida confessione di sentirsi “discouraged” durante gli anni universitari ha suscitato un dibattito su come il sistema educativo cinese influenzi lo sviluppo delle capacità degli studenti. Wang, insieme al collega Deng Yu, ha vinto il premio il 23 luglio, diventando la seconda coppia di matematici cinesi a riceverlo nello stesso anno.
Le sue parole hanno trovato eco tra i giovani, con molti commentatori che hanno condiviso le sue esperienze. “Discouraged” è diventato un termine di moda sui social media, con commentatori che hanno riconosciuto di aver vissuto situazioni simili, con scarsa feedback positivo e poca interazione con i tutor. “Non è che i miei tutor non si preoccupassero – hanno aiutato con pubblicazioni, opportunità di carriera e reti professionali – ma semplicemente non avevano tempo per la mentorship”, ha scritto una studentessa.
Il sistema educativo cinese privilegia i risultati misurabili
Wang ha spiegato come durante gli anni universitari si sentisse spesso scoraggiata, a causa del peso che aveva il sistema educativo cinese. Secondo lei, il sistema si concentra quasi esclusivamente sui risultati misurabili, come pubblicazioni e successi visibili, a scapito del supporto e della mentorship necessari per lo sviluppo accademico. “Il sistema ha posto quasi esclusivo accento sui risultati misurabili e io ho gradualmente internalizzato quel standard”, ha scritto.
Questo modello di valutazione, spiega Song Chunwei, professore all’Università di Pechino, impone ai giovani una pressione di “salire gradino dopo gradino” attraverso una serie di valutazioni, molte delle quali non sono direttamente correlate alla ricerca accademica. Questo crea un ambiente in cui i ricercatori si sentono spinti a concentrarsi su obiettivi a breve termine, a scapito del loro sviluppo a lungo termine. “Quando gli studenti o gli accademici sono sotto pressione eccessiva, anche se lavorano duramente, è difficile raggiungere il loro stato ideale”, ha affermato Song.
Un’esperienza universitaria difficile e un cambiamento di rotta
Wang ha studiato all’Università di Pechino, dove ha iniziato i suoi studi a 16 anni. Tuttavia, ha rivelato che la matematica, una materia che aveva amato durante il liceo, si è rivelata improvvisamente difficile. “Mi è costata sforzo e disciplina per impararla, e ci è voluto molto tempo”, ha detto. La sua esperienza ha cambiato radicalmente la sua visione: “La matematica non era più un rifugio per la mente, ma un’impresa che richiedeva lavoro e pazienza”.
La sua esperienza ha trovato un punto di svolta quando ha iniziato a studiare in Francia. “Quello fu il primo momento in cui ho realizzato che non dovevo cercare di capire tutto da sola, e che qualcuno era disposto a aiutarmi”, ha ricordato, parlando di un corso di lettura con il matematico francese Yvan Martel. Questo ha contribuito a renderla “più paziente e meno nervosa”, aggiungendo che ha imparato a risolvere la maggior parte dei problemi matematici in modo autonomo.
Un sistema che non permette di crescere
Secondo Song Chunwei, il sistema universitario cinese impone ai giovani una pressione di “salire gradino dopo gradino” attraverso una serie di valutazioni, molte delle quali non sono direttamente correlate alla ricerca accademica. Questo crea un ambiente in cui i ricercatori si sentono spinti a concentrarsi su obiettivi a breve termine, a scapito del loro sviluppo a lungo termine. “Quando gli studenti o gli accademici sono sotto pressione eccessiva, anche se lavorano duramente, è difficile raggiungere il loro stato ideale”, ha affermato Song.
Questo dibattito ha suscitato riflessioni su come le università cinesi possano migliorare per supportare meglio i loro studenti. Deng Yu, un altro vincitore del Fields Medal, ha iniziato i suoi studi all’Università di Pechino prima di trasferirsi all’MIT, dove ha completato il suo dottorato. La sua esperienza, come quella di Wang, ha suscitato riflessioni su come le università cinesi possano migliorare per supportare meglio i loro studenti. “Forse dobbiamo chiederci non se gli individui hanno lavorato abbastanza, ma se usiamo standard troppo ristretti per misurare il talento”, ha scritto un commentatore.
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