Vittorio Sereni, un inedito ritrovato tra poesia e amicizia

Un inedito di Vittorio Sereni ritrovato in un archivio, rivelando la sua poetica giovanile e l’amicizia con Piero Gazzola.

Un archivio contiene un dattiloscritto di Vittorio Sereni, con poesie giovanili e dedica a un amico
Un archivio contiene un dattiloscritto di Vittorio Sereni, con poesie giovanili e dedica a un amico

Vittorio Sereni, il poeta degli Strumenti umani e direttore letterario della Mondadori, ha lasciato un inedito ritrovato in un archivio, che restituisce una pagina della sua giovinezza. La cartellina blu, trovata a Milano, contiene una raccolta dattiloscritta di diciotto poesie, redatte quando Sereni aveva poco più di vent’anni, nel 1934. Questo lavoro, dedicato all’amico Piero Gazzola, rappresenta il primo tentativo di mettere in bella copia la produzione poetica giovanile del futuro maestro. Le poesie, disposte in ordine cronologico, vanno dagli anni del liceo a Brescia all’impatto con la grande città e con l’ambiente universitario. L’archivio di Gazzola, conservato a San Ciriaco in Valpolicella, testimonia una passione per le lettere e un’amicizia intensa, che ha lasciato tracce nella sua poetica.

Un inedito che racconta l’arrivo a Milano

Il dattiloscritto, donato a Piero Gazzola, contiene poesie che provengono per la maggior parte dai “quaderni verdi”, un diario poetico che Sereni tenne negli anni bresciani. Queste poesie, a volte modificate, sono state riutilizzate per creare un “romanzo” stagionale che si conclude con la Cantilena di dicembre, un componimento in versi liberi. La datazione di «Dicembre 1933» e il luogo indicato, Milano, suggeriscono una riflessione retrospettiva sulla figura di Lilia, la ragazza che era la sua musa. La poesia, con il suo tono contemplativo e l’attenzione alle stagioni, anticipa una delle caratteristiche fondamentali del poeta maturo.

La poesia della grande città e il paesaggio sonoro

La poesia Poesia della grande città, probabilmente il più interessante della raccolta, affronta a viso aperto il paesaggio sonoro della città moderna. Con parole come «asfalto», «velivoli», «telegrafi», «acciaio», «stazioni», «elettriche», «sassofoni», Sereni descrive un mondo in movimento, in cui la bellezza della vita nuova si mescola al ricordo dei laghi. La poesia, con il suo tono di spaesamento e di volontà di affermazione, riflette l’esperienza di un giovane appena arrivato a Milano, in un’epoca cruciale per l’Italia. La sirena di mezzogiorno, un simbolo del ritorno, è quasi un annuncio del poemetto Una visita in fabbrica, presente negli Strumenti umani.

Le atmosfere crepuscolari dei “quaderni verdi” sembrano dissolte in questa poesia, che si distingue per la sua capacità di integrare il paesaggio urbano con la sensibilità poetica. Il confronto con gli oggetti, il «ricordo dei laghi», e la presenza dei soldati sono temi ricorrenti nell’opera di Sereni, che si riflette in questa pagina inedita. L’arrivo a Milano segna un passo importante nella sua carriera, ma anche un momento di transizione tra la vita rurale e l’esperienza della metropoli.

Un’amicizia che ha lasciato tracce nella poesia

L’amicizia tra Vittorio Sereni e Piero Gazzola, maggiore di cinque anni e già laureato in Architettura, ha lasciato un’impronta profonda nella poetica del futuro poeta. Gazzola, noto per il restauro e la tutela dei monumenti, ha conservato il dattiloscritto di Sereni, testimonianza di un’amicizia non continuata, ma intensa. La dedica «A Piero con affetto di figlio» suggerisce un legame profondo, che ha influenzato la produzione poetica di Sereni. L’archivio di Gazzola, inoltre, contiene altre testimonianze di questo ambiente studentesco, in cui la poesia aveva una circolazione speciale, nel segno dell’amicizia.

La poesia inedita di Sereni, ritrovata in un archivio, rappresenta un tassello importante per comprendere la sua poetica giovanile e l’evoluzione del suo stile. L’opera, con la sua sensibilità verso i dettagli e l’attenzione alle stagioni, anticipa le tematiche che saranno centrali nella sua produzione poetica. L’arrivo a Milano, il contatto con l’Università e l’amicizia con Gazzola hanno segnato un periodo cruciale nella vita di Sereni, che ha lasciato un’eredità poetica unica e profonda.