Social media picks for Hungary’s next president include meme star and Rubik’s Cube inventor
Hungarian president selection sees online figures like Hide the Pain Harold and Erno Rubik among public suggestions.

La scelta del prossimo presidente della Hungaria si sta sviluppando in modo inaspettato, con nomi come il meme star “Hide the Pain Harold” e l’inventore del Rubik’s Cube, Erno Rubik, emersi come candidati popolari su social media. L’idea è nata da un invito lanciato dal nuovo governo, guidato dal primo ministro Péter Magyar, che ha chiesto al pubblico di proporre nomi per il ruolo. Tra le proposte, si sono spaziati da personaggi sensati a scelte bizzarre, con un’ampia gamma di opinioni che riflettono la diversità del paese. La figura di Eszter Jámbor, una content creator che si occupa di educazione sessuale, ha sottolineato l’importanza di un dibattito aperto, invitando i follower su Instagram a partecipare al processo. La sua richiesta ha suscitato un ampio dibattito, con suggerimenti che vanno da personaggi del mondo dello spettacolo a esperti di vario ambito.
Un processo democratico in movimento
Sebbene il governo abbia creato uno spazio online per discutere le modifiche alle normative del traffico, non esiste un canale ufficiale per le raccomandazioni per la presidenza. Nonostante le parole incoraggianti di Magyar, il dibattito si svolge principalmente attraverso post sui social media, sondaggi online e lettere aperte. La partecipazione del pubblico ha dato un senso di empowerment a molti cittadini, come Jámbor, che ha espresso la sua soddisfazione per sentirsi coinvolto in un processo che, per la prima volta in 16 anni, sembra più democratico. La sua frase, “Finalmente ho la sensazione di poter influenzare ciò che accade nel paese”, sintetizza l’entusiasmo di una parte della popolazione.
Un’opposizione inattesa
La scelta di Magyar di nominare il maestro di scacchi Judit Polgár ha suscitato un forte backlash tra i cittadini, che hanno criticato la sua rapidità e la mancanza di consultazione. Polgár, noto per il documentario Netflix “Queen of Chess”, ha rifiutato la proposta, e il primo ministro ha espresso scuse per il “malinteso”. Tuttavia, i sondaggi successivi hanno mostrato un calo del 3% nella popolarità del suo partito, Tisza. Imre Ónádi, un architetto che ha creato un gruppo Facebook per supportare Péter Márki-Zay, ha accolto il rifiuto di Polgár non perché non fosse la persona giusta, ma perché la nomina era stata annunciata senza discussione. “Sembra che prendano in considerazione ciò che la popolazione dice. È democrazia, dopo tutto”, ha commentato.
La situazione rimane in sospeso, con il dibattito che si svolge in modo informale e non regolamentato. Mentre Tisza ha 141 deputati per proporre un candidato entro il 19 agosto, Fidesz, con 44 deputati, potrebbe nominare il proprio candidato, ma ha dichiarato di non partecipare all’elezione, considerando illegale la rimozione di Tamás Sulyok. L’organizzazione Amnesty International ha espresso il suo sostegno per la rimozione di Sulyok, ma ha anche sottolineato che il governo potrebbe aver dovuto procedere con un’imputazione piuttosto che con un emendamento costituzionale. La situazione rimane in attesa di sviluppi, con il dibattito pubblico che continua a crescere in modo spontaneo e non controllato.
Nonostante la mancanza di un canale ufficiale per le raccomandazioni, il dibattito pubblico si sviluppa attraverso piattaforme social e sondaggi, con nomi come András Arató, Barbara Palvin e Katalin Karikó che emergono come candidati popolari. La scelta del presidente, che dovrà essere effettuata dai deputati del Tisza, rimane un processo in cui il ruolo del pubblico è crescente, ma non definitivo. La partecipazione attiva dei cittadini, come dimostrato da Jámbor, rappresenta un cambiamento significativo rispetto al passato, anche se il futuro del processo resterà in sospeso fino al momento dell’elezione.
La scelta del presidente, che dovrà essere effettuata dai deputati del Tisza, rimane un processo in cui il ruolo del pubblico è crescente, ma non definitivo. La partecipazione attiva dei cittadini, come dimostrato da Jámbor, rappresenta un cambiamento significativo rispetto al passato, anche se il futuro del processo resterà in sospeso fino al momento dell’elezione. La scelta del presidente, che dovrà essere effettuata dai deputati del Tisza, rimane un processo in cui il ruolo del pubblico è crescente, ma non definitivo. La partecipazione attiva dei cittadini, come dimostrato da Jámbor, rappresenta un cambiamento significativo rispetto al passato, anche se il futuro del processo resterà in sospeso fino al momento dell’elezione.
