Lo slogan del fico mandorlato di San Michele Salentino: un dibattito che divide la città

Dibattito su slogan del festival del fico mandorlato a San Michele Salentino, tra polemiche e difese.

Magliette con slogan "Io amo la fica mandorlata di San Michele Salentino" in un dibattito politico a San Michele Salentino
Magliette con slogan "Io amo la fica mandorlata di San Michele Salentino" in un dibattito politico a San Michele Salentino

La polemica sullo slogan del festival del fico mandorlato di San Michele Salentino ha acceso un dibattito politico e sociale che ha coinvolto diverse figure istituzionali e cittadini. L’assessora alle Pari opportunità Angela Martucci ha sollevato il caso in consiglio comunale, chiedendo la rimozione delle magliette promozionali con il claim “Io amo la fica mandorlata di San Michele Salentino”, considerando il linguaggio utilizzato come inadeguato per l’epoca. La questione ha diviso le forze politiche e ha suscitato reazioni da parte di diversi esponenti locali.

Un linguaggio dialettale in discussione

Il termine “fica” è utilizzato in modo dialettale per indicare il frutto del fico, una pratica comune in tutta la Puglia. L’assessora Martucci ha sottolineato che, nonostante il termine sia radicato nella cultura locale, oggi il suo uso in contesti pubblici potrebbe essere visto come inopportuno. «Vent’anni fa quel claim poteva sembrare una trovata di marketing goliardica. Oggi, nel 2026, non lo è più», ha affermato, ammonendo che il linguaggio contribuisce a costruire la cultura nella quale crescono le nuove generazioni.

Il consigliere Tonino Chirico ha sottolineato l’incongruenza temporale della polemica, ricordando che il dibattito era nato anni fa e che il termine era stato accettato anche a livello regionale. La polemica sembra nata in un momento inopportuno, dopo anni di sdoganamento del termine dialettale. «L’assessora Martucci pare cadere dalle nuvole dopo anni di sdoganamento del termine dialettale “fica”, che ritengo accettabile se posto nei giusti limiti del rispetto e senza allusione alcuna», ha commentato.

La difesa del festival e del marketing

Francesco Zecchino, responsabile dell’associazione “Welcome to San Michele” e coordinatore di Forza Italia, ha respinto al mittente ogni accusa, sottolineando che la maglietta non nasce con uno spirito sessista ma è una forma di propaganda rispetto a un evento arcinoto. «Non c’è alcuna possibilità di revisione», ha chiarito, aggiungendo che il festival è del fico mandorlato e le magliette sono un aspetto collaterale di marketing. Pierangelo Argentieri, storico organizzatore del festival, ha difeso le radici linguistiche e culturali del territorio, sottolineando che l’espressione “fica” è scevra da allusioni e legata a storicità e tradizione. Il festival è un simbolo radicato nella cultura locale, non un’offesa. «Non mi addentro in questioni politiche né m’interessano, ma con orgoglio sono tra i primi promotori del Festival del Fico Mandorlato, specialità tipica sammichelana», ha dichiarato.

La presidente del Consiglio, Marianna Matarrese, ha preso apertamente le distanze dall’assessora Martucci, difendendo la maglietta in aula. «È da tanti anni, da quando è nato il Festival del Fico Mandorlato, presente sul nostro territorio. Ormai è un’icona, un simbolo e io non ci vedo nulla di male», ha affermato, aggiungendo di indossarla personalmente senza alcun problema. Il dibattito ha visto anche la posizione di alcuni esponenti dell’opposizione, che hanno espresso distinguo o hanno preferito il silenzio. Il sindaco Giovanni Allegrini, per il momento, ha trincerato il suo atteggiamento dietro il silenzio, lasciando aperto il futuro di questa controversa campagna promozionale.