Siccità in Lombardia: deficit idrico del 50,8%, attenzione massima
Siccità in Lombardia: deficit idrico del 50,8%, attenzione massima

La Lombardia registra un deficit idrico del 50,8% rispetto alla media storica, con una situazione di criticità che richiede attenzione costante. Gli assessori regionali Alessandro Beduschi e Massimo Sertori hanno reso noto che, nonostante la situazione sia preoccupante, non sono ancora presenti le condizioni per dichiarare lo stato di emergenza. La regione continua a monitorare la situazione con attenzione, mantenendo in atto strumenti di gestione e prevenzione per evitare ulteriori aggravamenti.
Monitoraggio e prevenzione per evitare situazioni critiche
La Regione Lombardia ha attivato un sistema di monitoraggio continuo, in stretto coordinamento con ARPA Lombardia, i consorzi di bonifica, le autorità di bacino e le organizzazioni agricole. L’obiettivo è garantire un utilizzo equilibrato della risorsa idrica, prevenire l’insorgere di situazioni più critiche e intervenire tempestivamente qualora l’evoluzione meteorologica lo richiedesse. Il sistema regionale si basa su dati elaborati dall’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici e dai sistemi di monitoraggio, che evidenziano una situazione certamente critica, ma non sufficientemente grave da giustificare una dichiarazione di emergenza.
Il deficit idrico del 50,8% ha reso la situazione simile a quella del 2022, anno particolarmente critico. L’Osservatorio Permanente del Distretto del Fiume Po ha classificato la situazione come “Severità Idrica Alta”, il livello più elevato previsto dal sistema nazionale di monitoraggio. Tuttavia, gli assessori Beduschi e Sertori hanno chiarito che non sono ancora presenti i presupposti tecnici e normativi per dichiarare lo stato di emergenza. Il Codice della Protezione Civile prevede che tale strumento sia riservato a situazioni che richiedano interventi straordinari e poteri derogatori.
Strumenti a disposizione per le aziende agricole
Per le aziende agricole che hanno subito danni a causa di eventi meteorologici avversi o perdite produttive, restano a disposizione gli strumenti di gestione del rischio previsti dalla normativa nazionale e comunitaria. Tra questi, il sistema mutualistico nazionale AgriCat rappresenta uno dei principali strumenti di tutela per gli eventi catastrofali che colpiscono le produzioni agricole. Il fondo mutualistico, gestito dalla società omonima, consente l’attivazione degli indennizzi a favore delle imprese danneggiate, laddove ricorrano le condizioni previste. Accanto ad AgriCat, resta operativo anche il Fondo di Solidarietà Nazionale previsto dal decreto legislativo 102 del 2004. L’obiettivo è garantire risposte concrete alle aziende che abbiano subito danni, utilizzando in primo luogo gli strumenti ordinari di prevenzione, gestione del rischio e sostegno alle imprese, senza ricorrere automaticamente a procedure emergenziali di carattere generale.
La situazione richiede una gestione attenta e coordinata per evitare ulteriori danni.
Il comparto risicolo del Pavese e della Lomellina è particolarmente esposto alle criticità.
