Incendi e siccità danneggiano agricoltori e allevatori: Coldiretti Calabria chiede interventi urgenti

Coldiretti Calabria chiede interventi urgenti per agricoltori e allevatori danneggiati da incendi e siccità.

Agricoltori e allevatori della Calabria danneggiati da incendi e siccità chiedono interventi urgenti
Agricoltori e allevatori della Calabria danneggiati da incendi e siccità chiedono interventi urgenti

Incendi e siccità danneggiano agricoltori e allevatori

La Calabria è in emergenza per gli effetti combinati di incendi e siccità, che hanno causato danni estesi a migliaia di ettari di terreno e messo in ginocchio aziende agricole e zootecniche. Coldiretti Calabria ha inviato una lettera al presidente della Regione Roberto Occhiuto e all’assessore all’Agricoltura Gianluca Gallo, chiedendo interventi urgenti per tutelare le imprese agricole e garantire il pagamento degli aiuti della Politica Agricola Comune (PAC) per l’annualità 2026 e quelle successive. L’organizzazione riconosce lo stato eccezionale degli eventi e chiede riconoscimento delle cause di forza maggiore per evitare riduzioni, esclusioni o sanzioni sui contributi.

Le aree colpite sono molte e i danni sono ingenti. Nei giorni scorsi sono giunte diverse segnalazioni di incendi anche dalla provincia di Crotone e dall’area del Cirotano, mentre nel Reggino, per le produzioni di bergamotto, vengono segnalati fenomeni di cascola e bruciature dei frutti causati dalla siccità e dalle ondate di calore. Tra le situazioni più critiche segnalate figurano quelle di Castrovillari, Morano Calabro e Frascineto, nel comprensorio del Pollino, dove le fiamme hanno divorato diverse migliaia di ettari di pascoli, raccolti, scorte di foraggio e paglia. In un solo allevamento sono andati distrutti oltre 50 ettari tra seminativi e pascoli, mentre in altri casi si registrano danni estesi alle superfici pascolive.

Impatto economico e rischi per gli allevatori

Le conseguenze di questi eventi non si esauriscono con lo spegnimento dei roghi. Molti capi, soprattutto bovini, rientreranno dagli alpeggi tra la fine di settembre e il mese di ottobre, ma potrebbero non trovare più pascoli utilizzabili. Gli allevatori saranno quindi costretti ad acquistare foraggio per garantire l’alimentazione del bestiame, affrontando un ulteriore aggravio economico. Le difficoltà saranno ancora maggiori per gli allevamenti biologici, chiamati a sostenere nuovi costi e possibili adempimenti legati alla gestione dell’alimentazione.

Le imprese colpite non possono essere lasciate sole. Coldiretti Calabria ha quindi chiesto una semplificazione delle procedure per evitare ulteriori aggravi burocratici, soprattutto nei casi in cui gli eventi risultino già accertati o possano essere individuati attraverso cartografie, verbali, dati ufficiali e sistemi di monitoraggio. L’organizzazione rileva che i danni registrati sono ingenti e, oltre a compromettere colture, pascoli, scorte e allevamenti, espongono le aziende al rischio di perdere o vedersi ridurre i contributi comunitari della Politica Agricola Comune, a causa dell’impossibilità di rispettare gli impegni obbligatori previsti.

Le ripercussioni saranno anche sulle fide pascolo, cioè sui terreni concessi dai Comuni agli allevatori per il pascolo degli animali. Dopo il passaggio del fuoco, queste superfici rischiano di non poter più essere utilizzate, rendendo necessarie deroghe temporanee, in particolare per le aree non boschive. Coldiretti Calabria prosegue intanto in tutta la regione l’attività di ricognizione dei danni subiti dalle aziende agricole e zootecniche e il confronto con il Dipartimento Agricoltura e con ARCEA, per attivare misure adeguate a sostenere le imprese e rafforzare le attività di prevenzione e presidio del territorio.