Sarah Scazzi e il fratello Claudio: «Non ho più visto zio Michele». Il luogo del delitto su Google Maps
Claudio Scazzi racconta il ricordo di Sarah e il processo per l’omicidio del 2010. Il luogo del delitto compare su Google Maps.
Sarah Scazzi, 14 anni dopo la sua morte, continua a rimanere un simbolo di dolore e mistero. Il fratello Claudio, intervistato da Fanpage.it, ha raccontato i ricordi di quei giorni che hanno cambiato la sua vita. L’omicidio, avvenuto il 26 agosto 2010 a Avetrana, ha scosso l’Italia e ha portato a un processo mediatico senza precedenti. Claudio, che si trovava a Milano il pomeriggio dell’omicidio, ha descritto come la telefonata della madre lo abbia catapultato in un mondo completamente diverso. «Dal nulla fui catapultato in un mondo differente», ha detto. La sua vita è stata segnata da un trauma che non si è mai completamente assorbito.
Le testimonianze e il processo
Le lunghe ore in tribunale hanno lasciato un’impronta indelebile nel ricordo di Claudio. «Sono diverse le frasi che mi sono rimaste impresse», ha raccontato. Tra le testimonianze più significative, quelle di Cosima, Sabrina e Michele, che hanno cercato di difendersi davanti a un pubblico affamato di verità. «Momenti topici sono state le testimonianze di Cosima, Sabrina e Michele, sentire dal vivo le voci di quelle persone che avevano commesso il reato e cercavano di difendersi», ha spiegato. Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, ha cambiato circa 8 versioni durante il processo, a volte con dettagli importanti, altre con dettagli insignificanti. Per me vale quello che si è detto nel processo, ha concluso Claudio.
Il luogo del delitto e la memoria
Su Google Maps, il luogo del delitto è ancora visibile. Cercando via Grazia Deledda, l’abitazione che potrebbe aver visto Sarah arrivare a casa degli zii appare immersa in un’atmosfera cupa. La strada è deserta, il cielo nuvoloso, e la famigerata Panda rossa di Michele Misseri, utilizzata per trasportare il cadavere della nipote, è parcheggiata nella stessa posizione in cui si troverà dopo l’omicidio. «Mi rimangono i ricordi di momenti di divertimento, come andare al mare insieme, e gli oggetti, come i peluche e i diari, cose che usava in maniera giornaliera e che ho con me qui a Milano», ha detto Claudio. Tra i ricordi, anche il fatto che non ha più visto zio Michele. Non ho più visto zio Michele, ha dichiarato.
La madre di Sarah ha espresso la sua richiesta di verità, rivolgendola direttamente a Michele Misseri. «Voglio la verità, può arrivare solo da lui», ha detto. Dopo 14 anni, il dolore non si è ancora spento. «Sono stati anni molto lunghi, difficili. Le perdite non si assorbono mai del tutto. Quando si perde un familiare non si riesce completamente a passare oltre», ha aggiunto Claudio. Il processo ha portato a condanne definitive: Sabrina Misseri e Cosima Serrano sono state condannate all’ergastolo, mentre Michele Misseri è stato condannato a 8 anni di reclusione per soppressione di cadavere e inquinamento delle prove. Ora è in libertà vigilata.
