Moussa Sangare condannato a vita per omicidio di Sharon Verzeni

Condanna a vita per omicidio di Sharon Verzeni a Terno d’Isola. Sangare, ex calciatore, accusato di premeditazione e motivi frivoli.

Moussa Sangare, un ex calciatore dilettante e ex cameriere di pizzeria nato a Milano da genitori di origine maliana, è stato condannato a vita per l’omicidio di Sharon Verzeni, una barista ex estetista di 33 anni, uccisa il 30 luglio 2024 a Terno d’Isola, in provincia di Bergamo, mentre era in giro a piedi. L’episodio, avvenuto di notte, ha suscitato scalpore per la premeditazione e i motivi frivoli riconosciuti dal tribunale di Bergamo. La vittima è stata ferita con un colpo di coltello, mentre si trovava a osservare le stelle con le cuffie indossate.

Un crimine premeditato e senza motivo

Durante le interrogazioni successive all’arresto, Sangare ha ammesso di essere uscito di casa poco prima dell’omicidio, in un edificio occupato a Susio, vicino a Terno d’Isola, armato di coltello e con l’intenzione di ferire chiunque avesse incontrato, solo per divertimento. Prima di raggiungere Sharon Verzeni, ha minacciato due adolescenti, secondo il suo racconto. L’uomo ha poi visto la vittima “osservare le stelle” con le cuffie e ha iniziato a colpirla. Secondo le fonti investigative, Sangare ha cercato di scusarsi con la donna prima di ucciderla, ma lei ha ripetutamente chiesto “perché” lo stesse facendo.

Una fuga strategica e un cambio di look

Dopo l’omicidio, Sangare ha lasciato la scena in bicicletta e ha modificato alcuni componenti del mezzo nei giorni successivi per evitare che fosse riconosciuto. Inoltre, ha tagliato i suoi capelli per lo stesso motivo, come ha riferito una fonte investigativa. La condanna a vita è stata emessa per l’aggravante della premeditazione e dei motivi frivoli, nonché per la debolezza della difesa della vittima, data la situazione notturna e l’isolamento della donna.

Sangare, nato da genitori immigrati, ha vissuto in Italia da bambino e ha avuto una vita marginale, con occupazioni diverse e un’esperienza sportiva limitata. L’omicidio ha suscitato reazioni forti nella comunità locale, con una richiesta di maggiore controllo delle aree di pericolo e di prevenzione del crimine. La vittima, Sharon Verzeni, era una donna tranquilla e rispettata, la cui morte ha lasciato un vuoto profondo nella sua famiglia e nel quartiere.

La sentenza a vita rappresenta un esempio di come i fatti di violenza, anche se apparentemente casuali, possano essere ricondotti a motivi premeditati e frivoli, con conseguenze gravi per chi li commette. L’episodio di Terno d’Isola rimarrà un caso di interesse per le autorità locali e per la comunità, come testimonianza di una situazione di tensione e di rischio che richiede attenzione e interventi mirati.