San Donà di Piave valuta regolamento per vietare il velo in luoghi pubblici: «È un problema di sicurezza»

Il Comune di San Donà di Piave studia un regolamento per vietare il velo in luoghi pubblici e scuole, citando problemi di sicurezza e identificazione.

Il Comune di San Donà di Piave sta valutando un regolamento che potrebbe vietare il velo in luoghi pubblici, scuole e uffici comunali, in base a una normativa che permette al Comune di stabilire quando sia necessario il riconoscimento dell’identità. Il tema, considerato delicato, è al centro di un dibattito che riguarda la sicurezza e la gestione dei servizi pubblici. Il sindaco Alberto Teso ha spiegato che il problema si è posto in particolare con donne di origine bengalese e pakistana che si presentano con il volto coperto, creando ostacoli all’accesso ai servizi come l’anagrafe o le scuole. «Ho ricevuto segnalazioni di donne velate già tre anni fa al mio insediamento», ha detto Teso.

Un regolamento non un divieto

Il regolamento in discussione non introduce un divieto nuovo riguardante l’abbigliamento, né nuove sanzioni. Si basa sulla legge del 1975 anti-terrorismo, che permette al Comune di stabilire quando sia necessario il riconoscimento dell’identità. «La disposizione vale per chiunque e in modo indipendente dalla natura religiosa, culturale, sanitaria o di altro genere dell’abbigliamento utilizzato», ha precisato il sindaco. L’obiettivo è evitare di introdurre provvedimenti sproporzionati o che invadano le competenze statali.

Il regolamento mira a garantire la sicurezza e la chiarezza nell’identificazione.

«Entrare in luoghi pubblici, in municipio o a scuola a volto coperto pone un problema di sicurezza», ha spiegato Teso. L’obiettivo è garantire che chi entra in un ambiente pubblico o in un servizio comunale possa essere riconosciuto, soprattutto in situazioni in cui è necessario verificare l’identità. «Non vogliamo inventare nuovi divieti né adottare provvedimenti simbolici destinati magari ad essere impugnati», ha aggiunto il sindaco. Il regolamento prevede che la verifica dell’identità potrà essere richiesta in determinati contesti, come l’accesso a aree riservate o durante eventi con specifiche esigenze di sicurezza.

Un’azione mirata e legittima

Il testo del regolamento, composto da 18 articoli, è stato già revisionato con il segretario generale del Comune e sono state apportate diverse correzioni rispetto al testo iniziale. Il sindaco ha sottolineato che l’obiettivo è disciplinare bene ciò che un Comune può fare, al tempo stesso dando un’indicazione chiara: quando per accedere a un servizio pubblico è necessario essere identificati, ciascuno deve consentire il riconoscimento della propria identità.

Il regolamento non è un atto del sindaco, ma del Consiglio comunale.

Il regolamento sarà presentato in maggioranza e poi sarà esaminato in commissione, proprio perché non sarà un atto del sindaco, ma del Consiglio comunale. La discussione nell’assemblea consiliare con tutta probabilità arriverà in dicembre. Il sindaco ha anche espresso l’intenzione di estendere il riconoscimento durante eventi e manifestazioni pubbliche, in modo da garantire la sicurezza in tutti i contesti in cui è necessario il controllo dell’identità.